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Quella mattina di fine estate l’oceano di Archavion era una distesa d’acqua calma ed invitante. Perrin Aybara, affacciandosi dalla sua camera, pensò alle strane voci che si succedevano nel continente… di recente uno stato di inquitudine aveva preso a turbare le sue notti, che passavano insonni… Si decise infine a dare seguito al suo intento. Il perduto galeone degli Esploratori, la “Revenge”, sottratto da un dio malvagio al controllo dei suoi uomini, doveva tornare nelle sue mani.

Da tempo lui ed i suoi uomini, gente di ogni razza uniti dalla passione per l’avventura ed il pericolo, si erano mollemente dedicati ai frutti dei loro sforzi, gustandosi gli agi e le comodità della Fortezza dei Mari. Erano nati pirati ma con Perrin al comando avevano messo da parte la loro ferocia negli arrembaggi dedicandosi invece all’esplorazione di terre perdute e di profondi fondali marini, sempre ricercando fama, gloria e ricchezze. Infine si erano uniti ai Cavalieri Erranti nella continua lotta contro le gilde assasine che minavano la libertà degli abitanti di Archavion.

Adesso voci mal celate mettavano in dubbio il suo comando e le sue capacità…Basta, occorreva rimettersi in gioco, darsi un obiettivo… niente di meglio che recuperare il loro simbolo perduto!!

Nel frattempo alcune delle vedette degli Esploratori avevano avvistato il Galeone perduto in un punto di mare tra i ghiacci e le distese infinite del mare del Nord, in navigazione solitaria, apparentemente deserto.

Ma tutti loro conoscevano bene le oscure presenze che infestavano il veliero… Radunati coloro che ancora avevano desiderio d’avventura, e notò che erano una nutrita schiera, diede inizio ai preparativi per la partenza. In dieci giorni la sua flotta fu pronta a salpare. Decisi a dare il meglio di sé, gli Esploratori delle Acque Profonde partirono quindi per il lungo viaggio che li separava dal loro obiettivo.

Il viaggiò fluì sereno per due settimane. Il sedicesimo giorno di navigazione, scorgendo le coste della città di Hope, fumi neri si levarono in cielo. Ciò li inquietò, ma proseguirono senza indugi. Andò tutto bene fino al ventritreesimo giorno, quando si trovarono in vista del porto di Despair: un lungo ed assordante boato precedette un terremoto che devastò la città e sconvolse le acque dell’oceano. Le loro navi ressero l’urto con le onde ma il dubbio serpeggiava e già alcuni sussurravano parole frasi con “Armageddon” o “Ragnarok”… A ciò seguirono di lì a poco terribili sconvolgimenti delle terre che si profilavano davanti ai loro occhi e da lontano poterono ammirare la nascita di incredibili vulcani e la terra che si frantumava ed esponeva le sue viscere.

Poi sembrò tornare la calma.

Perrin temeva per il morale dei suoi e convocò il suo Comando al castello di prua. Uno ad uno fissò i suoi amici e compagni di mille avventure: Red Dragon, Eneru, Aluthyra, Thalion, Balmas, Saladin, Aladin, Violence, Dracy, Marthor, Ducan. Nei loro occhi un accenno di tensione… ma sapeva che aveva il loro appoggio, cosi parlò apertamente:”Il Galeone ci ha nuovamente salvati, risparmiandoci inspiegabilmente dalla collera degli dei. Continueremo a cercarlo affidandoci alla loro clemenza!!”

Confermato il consenso dei suoi, il viaggio continuò, seppur con difficoltà.

La terra, ed ora anche l’oceano, erano sempre più instabili. Nessuna notizia od informazione poteva giungere loro sul destino di Archavion e dei loro cari. E poi avvenne: una vedetta scorse un mastodontico veliero solitario, con le vele strappate e consunte. Avvicinandosi, si accorsero che la Revenge irradiava un’aura maledettamente ostile. In lontananza si udivano urla mostruose e strazii disumani.

La terra si sollevò dunque dalle acque, mettendo a dura prova le piccole navi già malconce, e li spinse verso il Galeone. Affrontando il loro destino, gli Esploratori occuparono la Revenge e si scontrarono con forze sconosciute e malvage per ore, forse per giorni, senza mai che una parte o l’altra prevalesse.

Infine, per il capriccio di un dio o per semplice fortuna, il portale si illuminò improvvisamente quando oramai i poveri marinai erano stremati ed una forza immane, catturandoli, li fece sprofondare in un limbo lucente e rassicurante, perdendoli nei loro sogni. A quanto pare il dio che credevano malvagio e che aveva loro sottratto il Galeone in realtà li aveva predestinati per essere gli unici sopravvissuti di Archavion.

Fu cosi che dopo un tempo indefinibile, increduli, si svegliarono in un nuovo mondo che in cuor loro sapevano già chiamarsi Sosaria. Sosaria… nella sua mente ancora intorpidita, Perrin cercò di mettere a fuoco i suoi ricordi, rimestando nelle sue memorie, e capì che la terra in cui adesso erano giunti era la terra dei loro avi, perduta dopo che un pari cataclisma ne aveva sconvolto le fondamenta in un lontano passato.

Ma come era possibile tutto ciò? Solo loro erano scampati al fato di Archavion? E chi o cosa era l’artefice di questo miracolo?
Si ripromise di andare più a fondo nella questione in un secondo momento.Guardandosi attorno si accorse che Sosaria era meravigliosa, ricca di fauna e flora variopinte di sgargianti colori e di specie mai viste.

Lieto di essere vivo ed in salute, radunò i suoi, rapiti ma spaesati e smarriti come lui da questo nuovo mondo: doveva dar subito loro qualcosa da fare.
Si accordarono quindi per costruire un campo, scavarono fossati e latrine. Poi, spinti dal loro innato senso d’avventura si divisero in piccoli gruppi ed esplorarono quella terra misteriosa, lasciando i più di guardia all’accampamento.

All’imbrunire, il gruppo di Eneru raccontò di aver trovato segni di civiltà in un avamposto fortificato a nord-ovest, chiamato Northgard. Il gruppo di Red Dragon informò Perrin di aver incontrato un uomo dall’aspetto rude, che parlando in uno strano accento, aveva offerto loro cibo ed amicizia dichiarando di essere un Figlio dei Ghiacci.

Black Sun, questo era il suo nome, aveva inoltre insistito per un incontro con il loro jarl Tristano, colpito dalle storie di questi uomini stranamente abbigliati e male in arnese. Balmas ed i suoi riportarono infine che, fermatisi a riposara in una locanda, avevano sentito meraviglie su una città dell’ovest chiamata Camelot.

Perrin fu contento di apprendere tali notizie. Nonostante la dovuta cautela in casi come questo, poter contare su un aiuto valido era molto più di quanto potesse mai sperare. Dentro di lui si scatenò un cocente desiderio di rinascita ed affermazione. Ricominciare di nuovo dal nulla era una sfida irripetibile per lui ed i suoi.

Niente sarebbe cambiato: avventura, gloria e libertà sarebbero stati sempre gli ideali che ardevano nei loro cuori e che avrebbero mosso le loro future azioni, sempre nel rispetto ed in difesa delle libere genti di Sosaria.

Rincuorati, gli Esploratori quella notte riposarono serenamente con un occhio aperto e ben vigile, consapevoli dei pericoli che li circondavano ma grati di essere sfuggiti al triste destino di Archavion.

Dopo pochi giorni furono ricevuti a Northgard da Tristano e dai Figli dei Ghiacci. Accolti come amici e fratelli dalle fiere genti del Nord, stipularono un solenne giuramento di alleanza e di reciproco sostegno, sancito infine da ricchi e festosi banchetti.

Una nuova e promettente vita iniziava quindi in un continente sconosciuto ma di sicuro ricco di sorprese e misteri da scoprire. Niente di meglio per un vero SeeK!!

 

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Quella mattina di fine estate l’oceano di Archavion era una distesa d’acqua calma ed invitante. Perrin Aybara, affacciandosi dalla sua camera, pensò alle strane voci che si succedevano nel continente… di recente uno stato di inquitudine aveva preso a turbare le sue notti, che passavano insonni… Si decise infine a dare seguito al suo intento. Il perduto galeone degli Esploratori, la “Revenge”, sottratto da un dio malvagio al controllo dei suoi uomini, doveva tornare nelle sue mani.

Da tempo lui ed i suoi uomini, gente di ogni razza uniti dalla passione per l’avventura ed il pericolo, si erano mollemente dedicati ai frutti dei loro sforzi, gustandosi gli agi e le comodità della Fortezza dei Mari. Erano nati pirati ma con Perrin al comando avevano messo da parte la loro ferocia negli arrembaggi dedicandosi invece all’esplorazione di terre perdute e di profondi fondali marini, sempre ricercando fama, gloria e ricchezze. Infine si erano uniti ai Cavalieri Erranti nella continua lotta contro le gilde assasine che minavano la libertà degli abitanti di Archavion.

Adesso voci mal celate mettavano in dubbio il suo comando e le sue capacità…Basta, occorreva rimettersi in gioco, darsi un obiettivo… niente di meglio che recuperare il loro simbolo perduto!!

Nel frattempo alcune delle vedette degli Esploratori avevano avvistato il Galeone perduto in un punto di mare tra i ghiacci e le distese infinite del mare del Nord, in navigazione solitaria, apparentemente deserto.

Ma tutti loro conoscevano bene le oscure presenze che infestavano il veliero… Radunati coloro che ancora avevano desiderio d’avventura, e notò che erano una nutrita schiera, diede inizio ai preparativi per la partenza. In dieci giorni la sua flotta fu pronta a salpare. Decisi a dare il meglio di sé, gli Esploratori delle Acque Profonde partirono quindi per il lungo viaggio che li separava dal loro obiettivo.

Il viaggiò fluì sereno per due settimane. Il sedicesimo giorno di navigazione, scorgendo le coste della città di Hope, fumi neri si levarono in cielo. Ciò li inquietò, ma proseguirono senza indugi. Andò tutto bene fino al ventritreesimo giorno, quando si trovarono in vista del porto di Despair: un lungo ed assordante boato precedette un terremoto che devastò la città e sconvolse le acque dell’oceano. Le loro navi ressero l’urto con le onde ma il dubbio serpeggiava e già alcuni sussurravano parole frasi con “Armageddon” o “Ragnarok”… A ciò seguirono di lì a poco terribili sconvolgimenti delle terre che si profilavano davanti ai loro occhi e da lontano poterono ammirare la nascita di incredibili vulcani e la terra che si frantumava ed esponeva le sue viscere.

Poi sembrò tornare la calma.

Perrin temeva per il morale dei suoi e convocò il suo Comando al castello di prua. Uno ad uno fissò i suoi amici e compagni di mille avventure: Red Dragon, Eneru, Aluthyra, Thalion, Balmas, Saladin, Aladin, Violence, Dracy, Marthor, Ducan. Nei loro occhi un accenno di tensione… ma sapeva che aveva il loro appoggio, cosi parlò apertamente:”Il Galeone ci ha nuovamente salvati, risparmiandoci inspiegabilmente dalla collera degli dei. Continueremo a cercarlo affidandoci alla loro clemenza!!”

Confermato il consenso dei suoi, il viaggio continuò, seppur con difficoltà.

La terra, ed ora anche l’oceano, erano sempre più instabili. Nessuna notizia od informazione poteva giungere loro sul destino di Archavion e dei loro cari. E poi avvenne: una vedetta scorse un mastodontico veliero solitario, con le vele strappate e consunte. Avvicinandosi, si accorsero che la Revenge irradiava un’aura maledettamente ostile. In lontananza si udivano urla mostruose e strazii disumani.

La terra si sollevò dunque dalle acque, mettendo a dura prova le piccole navi già malconce, e li spinse verso il Galeone. Affrontando il loro destino, gli Esploratori occuparono la Revenge e si scontrarono con forze sconosciute e malvage per ore, forse per giorni, senza mai che una parte o l’altra prevalesse.

Infine, per il capriccio di un dio o per semplice fortuna, il portale si illuminò improvvisamente quando oramai i poveri marinai erano stremati ed una forza immane, catturandoli, li fece sprofondare in un limbo lucente e rassicurante, perdendoli nei loro sogni. A quanto pare il dio che credevano malvagio e che aveva loro sottratto il Galeone in realtà li aveva predestinati per essere gli unici sopravvissuti di Archavion.

Fu cosi che dopo un tempo indefinibile, increduli, si svegliarono in un nuovo mondo che in cuor loro sapevano già chiamarsi Sosaria. Sosaria… nella sua mente ancora intorpidita, Perrin cercò di mettere a fuoco i suoi ricordi, rimestando nelle sue memorie, e capì che la terra in cui adesso erano giunti era la terra dei loro avi, perduta dopo che un pari cataclisma ne aveva sconvolto le fondamenta in un lontano passato.

Ma come era possibile tutto ciò? Solo loro erano scampati al fato di Archavion? E chi o cosa era l’artefice di questo miracolo?
Si ripromise di andare più a fondo nella questione in un secondo momento.Guardandosi attorno si accorse che Sosaria era meravigliosa, ricca di fauna e flora variopinte di sgargianti colori e di specie mai viste.

Lieto di essere vivo ed in salute, radunò i suoi, rapiti ma spaesati e smarriti come lui da questo nuovo mondo: doveva dar subito loro qualcosa da fare.
Si accordarono quindi per costruire un campo, scavarono fossati e latrine. Poi, spinti dal loro innato senso d’avventura si divisero in piccoli gruppi ed esplorarono quella terra misteriosa, lasciando i più di guardia all’accampamento.

All’imbrunire, il gruppo di Eneru raccontò di aver trovato segni di civiltà in un avamposto fortificato a nord-ovest, chiamato Northgard. Il gruppo di Red Dragon informò Perrin di aver incontrato un uomo dall’aspetto rude, che parlando in uno strano accento, aveva offerto loro cibo ed amicizia dichiarando di essere un Figlio dei Ghiacci.

Black Sun, questo era il suo nome, aveva inoltre insistito per un incontro con il loro jarl Tristano, colpito dalle storie di questi uomini stranamente abbigliati e male in arnese. Balmas ed i suoi riportarono infine che, fermatisi a riposara in una locanda, avevano sentito meraviglie su una città dell’ovest chiamata Camelot.

Perrin fu contento di apprendere tali notizie. Nonostante la dovuta cautela in casi come questo, poter contare su un aiuto valido era molto più di quanto potesse mai sperare. Dentro di lui si scatenò un cocente desiderio di rinascita ed affermazione. Ricominciare di nuovo dal nulla era una sfida irripetibile per lui ed i suoi.

Niente sarebbe cambiato: avventura, gloria e libertà sarebbero stati sempre gli ideali che ardevano nei loro cuori e che avrebbero mosso le loro future azioni, sempre nel rispetto ed in difesa delle libere genti di Sosaria.

Rincuorati, gli Esploratori quella notte riposarono serenamente con un occhio aperto e ben vigile, consapevoli dei pericoli che li circondavano ma grati di essere sfuggiti al triste destino di Archavion.

Dopo pochi giorni furono ricevuti a Northgard da Tristano e dai Figli dei Ghiacci. Accolti come amici e fratelli dalle fiere genti del Nord, stipularono un solenne giuramento di alleanza e di reciproco sostegno, sancito infine da ricchi e festosi banchetti.

Una nuova e promettente vita iniziava quindi in un continente sconosciuto ma di sicuro ricco di sorprese e misteri da scoprire. Niente di meglio per un vero SeeK!!