LA STORIA DI SOSARIA

La Storia di Sosaria si perde nella notte dei tempi, e continua tuttora.

Quello che qui è stato raccolto non è che una piccola parte delle vicende che il suolo di Sosaria ha ospitato…

Milioni di anni fa, nella terra che oggi chiamiamo Britannia, esisteva una società molto evoluta. Sfortunatamente questa civiltà fu annientata allorquando un umano imparò l’incantesimo dell’Armageddon e lo usò provocando la fine di quell’antico mondo.

Molti secoli dopo la civiltà ricrebbe in quel territorio il cui nome era Akalabeth il quale era composto da numerose città-stato, le otto più importanti delle quali sono oggi le maggiori città di Britannia. Ognuna delle città-stato aveva leggi proprie ed un proprio re; esse erano in continuo conflitto l’una con l’altra spesso disputandosi le città più piccole che cedevano sotto l’urto delle maggiori.

In quei tempi, in un altro mondo conosciuto come la “Terra”, un giovane cresceva disilluso e scoraggiato dal comportamento dei suoi simili: tutti pensavano a se stessi accrescendo le proprie ricchezze e calpestando i più deboli… dove erano finiti gli Eroi che combattevano per la giustizia e la prosperità di tutte le genti ? Non esisteva un leader in grado di guidarli nella realizzazione di un mondo migliore?

Un giorno il ragazzo trovò un passaggio: il primo Moongate che sia mai stato registrato aprirsi dalla futura Sosaria verso un altro universo. Egli lo varcò e si ritrovò nelle terre di Akalabeth dove conobbe il saggio Shamino. Questi lo condusse alla sua casa e gli inculcò l’amore per le 3 Virtù Principali (AVirtù Verita’ e Coraggio) e per le 8 Virtù Secondarie (Onore, Umiltà, Valore, Spiritualità, Sacrificio, Giustizia, Onestà e Compassione) . Quel giovane sarebbe poi divenuto Lord British e avrebbe intrapreso la strada per la riunificazione delle città-stato sotto la sua guida illuminata.

Nel periodo in cui venne British, la terra di Akalabeth si arricchiva di genti ricche e prosperose; molti studiavano le arti magiche ed apprendevano l’arte della Stregoneria. Tra essi vi era un giovane molto ambizioso, chiamato Mondain. Egli mentre allenava le proprie abilità di mago, coltivava anche progetti ambiziosi e sogni di potere; quest’ultimi vennero ulteriormente stimolati dalla promessa del padre, potente mago, di donargli a studi completati il segreto dell’immortalità racchiuso in una gemma. Ma l’impaziente Mondain uccise il padre e si impossessò della gemma progettando di usarla in un rituale che avrebbe donato finalmente la Vita Eterna al suo possessore.

Durante il rituale un’immagine-copia della terra di Akalebeth venne imprigionata nell’interno del cristallo e Mondain ottenne l’immortalità. Egli subito si adoperò con i suoi nuovi poteri per sottomettere l’intero mondo ormai governato saggiamente da Lord British. Quest’ultimo però riuscì a chiamare presso di se uno Straniero con l’aiuto del quale sconfisse Mondain distruggendo la Gemma e riportando la pace nella terra che prese il nome di Sosaria, in tributo alla Magia che aveva permesso di sconfiggere il Nemico. Ora pare che i pezzi in cui fu disintegrata la Gemma, furono lanciati nell’universo e ognuno di essi conteneva l’immagine esatta di Sosaria così come si presentava durante il rituale di Mondain.

In uno di questi universi paralleli si sviluppa la storia di UO: in questa dimensione lo Straniero, poi conosciuto come Avatar, non e’ più ritornato e il potere viene spartito tra Lord British e Lord Blackthorne.

La vita scorreva tranquilla. Spesso c’erano conflitti tra l’ordine e il chaos, due diverse filosofie di pensiero che non vedevano la violenza come unica soluzione del conflitto. Spesso si sfociava in litigi o addirittura piccole battaglie, ma la maggiorparte delle volte i conflitti si risolvevano in una lunga chiacchierata tra British e BlackThorne. I due un tempo erano grandi amici, ma il diverso modo di pensare li aveva allontanati. Continuavano a nutrire comunque un grande rispetto l’uno per l’altro, e questo contribuiva a mantenere un fermo equilibrio tra le fazioni, e di conseguenza anche sulle terre di Sosaria. E in questo periodo di equilibrio, si crearono diverse alleanze tra gli abitanti del regno. Alcuni seguirono la filosofia dell’Ordine come i potentissimi SoL, i Figli della Luce. Fondata dall’indimenticabile LLL, questa gilda seguiva alla perfezione gli insegnamenti dell’ordine e di Lord British in persona, e annoverava tra le sue file fortissimi guerrieri come Hillel Slovak, o i fratelli Sideblade, che tanto importanti sarebbero stati per il regno. Altri seguirono la filosofia del Chaos, come i Blood Masters, impavidi guerrieri organizzati e guidati da Sythe. Questi era un noto brigante, che presto venne scalzato da Ariakan, puro e nobile combattente. Molti preferirono evitare conflitti con gli uni e con gli altri, come i gloriosi Cacciatori di Radek che vivevano nella loro città, lontani dai problemi legati alla politica. C’erano anche i CsC, esseri perduti e spinti dal desiderio del sangue. I vampiri, guidati da Karandas, vivevano nella città di Vampiria, e tra questi crescevano due giovani minacce per la stabilità del regno: Sir Pugno e Granzio. Alcuni seguirono le orme della magia, restando al di fuori di ogni schieramento, come i Maghi Rossi di Nu’jelm, guidati dal famosissimo Nemesys. Infine molti decisero di andare contro le 8 virtù e contro tutto cio’ che c’era di nobile e giusto. Spacciandosi come seguaci del chaos, diedero origine alla Setta, alle cui fila si unirono i più famigerati assassini e criminali di Sosaria. Questi, fondati da Necronomicon, creavano spesso problemi alla tranquillità della popolazione, specie a causa dei loro rappresentanti più cruenti: Incubus, che presto avrebbe preso le redini della gilda, Nocte e Dr Evil Creatura. Si viveva tutto sommato nella tranquillità, tranne che per sporadici episodi di violenza, il più delle volte provocati da questi briganti, comunque facilmente sedati.

Purtroppo questa tranquillità era destinata ad essere interrotta con l’avvento di una creatura che avrebbe cambiato completamente le sorti di ogni cittadino di Sosaria: Exodus. Non si sa nulla del suo passato prima del suo sbarco su Sosaria e ancora oggi non si conoscono le sue origini.

All’inizio l’odio e la rabbia di Exodus offuscavano la sua mente e agì per istinto, arruolò mercenari e banditi condannati a morte e scatenò la sua ira contro gli indifesi minatori di Minoc. Morirono migliaia di lavoratori travolti dalla sua crudeltà, intere gilde vennero spazzate via dalla sua magia.

Ma la gente sopravvissuta si organizzò, venne creato un potente esercito order che riuscì a battere i mercenari di Exodus al ponte sud di Britain. Fu la prima sconfitta di Exodus, il quale scappò mestamente mentre in tutta Sosaria la gente festeggiava per la vittoria.

Durante il suo ritiro Exodus imparò le arti arcane dei morti e della negromanzia, accecato dalla rabbia contro Lord British, e quando tornò non era il folle assassino di prima; anni di vergogna avevano aumentato il suo genio. Così tornò tra gli umani sotto mentite spoglie, per creare confusione nel nostro regno. Si fece chiamare il Viandante e viaggiando per molte città cercò alleati e uccise alcuni suoi vecchi nemici, mentre la gente lo acclamava come un messia degli dei. Era un periodo oscuro, il caos dilagava in tutta Sosaria e i difensori della luce erano rimasti molto pochi, dimezzati dalle continue guerre. Il momento migliore per Exodus.

Ogni due giorni una città cadeva contro la furia di quella bestia. Per prima toccò a Serpent Hold, che divenne il suo nascondiglio e da dove richiamò un orda di demoni dall’inferno frutto di patti infernali. Poi fu il turno di Magincia, Minoc, Vesper, Trinsic dove i valorosi Figli della luce furono sconfitti dopo un estenuante combattimento; si dice che ancora adesso di notte si possano sentire i fantasmi di quella gente che ancora combatte la sua battaglia. E per ultima cadde Nu’jelm. Un esercito di nobili cavalieri, restarono fedeli alle loro virtù e sfidarono la mastodontica fortezza eretta dal malvagio a Serpent’s Hold e protetta da Sette Demoni Superiori. Dei mille soldati mandati alla fortezza solo in cinquanta tornarono, stanchi, mutilati e con la certezza che la fine era vicina.

Exodus possedeva Sosaria, e i giorni che seguirono furono per gli abitanti del regno giorni di dolore e sofferenza. Egli colpì anche il re, facendolo ammalare di una strana malattia sconosciuta all’epoca, e costringendo lui e gli ultimi uomini rimastigli fedeli, a rinchiudersi nel castello di Britain, cercando di sopravvivere.

Exodus cercò alleati tra le gilde più spietate e brutali di quei tempi, la Setta e i Blood Masters. I Maestri del sangue rifiutarono, ma i demoniaci membri della Setta accettarono sperando di spartirsi Sosaria alla fine della guerra. Exodus riuscì anche a catturare Hide, nobile principe degli Elfi. Anche il sommo mago Nemesys, insieme all’allora giovanissimo Comandante delle Virtù Darath Sideblade, fu sconfitto dalle truppe di Exodus presso Magincia.

A questo punto il grande Gargaron, l’Avatar del Dio Drago torno’ sulla nostra terra per mettere fine al dominio di Exodus. Gargaron giocò la sua ultima carta, donò poteri sovrannaturali a sei maghi e insieme pronunciarono la più terribile delle magie.

Ci vollero due giorni per completare il rito ma alla fine ci riuscirono, un’onda magica partì da Britain investendo tutta Sosaria e spazzando via tutto quello che non apparteneva alle forze naturali. Un’ ombra bianca che avvolse tutto per un intero giorno, dando una sensazione fredda, quasi di morte ma fu proprio quella la salvezza del popolo.

Exodus sparì, cancellato da una forza superiore perfino a lui, ma le conseguenze furono drammatiche. Tutti gli oggetti costruiti dagli uomini, case, mobili, spade, armature, attrezzi sparirono. Restarono solo le persone e il castello del Re. Sconcertati ma felici per il pericolo passato il popolo si rimboccò le maniche e iniziò la grande ricostruzione, e presto Exodus e i suoi demoni sparirono dalla mente della popolazione e divenne leggenda.

Dopo qualche anno, inaspettatamente, Exodus tornò. Tutti lo credevano morto, cancellato dal grande Avatar ma in realtà Exodus era ritornato nella sua dimensione originale. Nemmeno la grande magia era riuscita a cancellarlo dalla storia.

Dal suo mondo contattò il principe dei Demoni e stringendo un patto lanciò di nuovo la sua sfida al mondo intero. Egli avrebbe riavuto la sua vera forma umanoide perduta all’epoca della grande magia e in cambio avrebbe costruito un grande portale capace di riportare tra noi il capo dei demoni.

Orde di non-morti, ossuti scheletri e putrescenti zombi richiamati da Exodus per il suo scopo, fecero tornare il buio su Sosaria. Intanto sulla cima dell’Alta Montagna il principe dei Demoni stava rinascendo. Due coraggiosi guerrieri, Garik Sideblade e suo fratello Shinayr, partirono verso l’Alta Montagna insieme con un piccolo gruppo di ranger. Il grosso dell’esercito order invece venne mandato a fronteggiare l’orda dei non-morti. Garik obbligò il suo gruppo a rimanere lontano dalla vetta mentre lui e suo fratello combattevano il rinascente demone.

Non si seppe più nulla dei due fratelli, ne del demone. Ma ancora una volta, Exodus fu sconfitto. Senza l’aiuto del Demone, infatti, dovette abbandonare l’idea di conquista.

E la pace tornò a regnare su Sosaria.

Alcuni anni dopo, una nuova minaccia si affacciò sulle terre di Sosaria. Nel giro di pochi giorni, infatti, si ebbero tre attacchi a tre diverse città del regno, che apparentemente non avevano connessione tra loro.

Il primo giorno, Greenpeak, un borgo di contadini ai bordi occidentali di Britain, fu vittima di un attacco di elfi scuri. L’enorme esercito di queste creature malvagie era guidato da Jhalid, e con molte difficoltà, ed ingenti perdite, l’esercito di Lord British, e i contadini stessi del luogo guidati da Alex Mann, riuscirono ad avere la meglio sui drow.

A brevissima distanza di tempo da questo attacco, una legione di orchi si presentò alle porte di Cove. Questo secondo attacco recò molte più vittime del primo, perchè l’esercito spese parecchio tempo per riorganizzarsi, e per partire alla volta di Cove, che si trovava a parecchie miglia da Greenpeak. Ma anche qui Lord British ebbe la meglio, e la legione orchesca, comandata da Kuma, dovette capitolare.

Il giorno dopo, mentre l’esercito del re tornava lentamente verso Britain, Trinsic subì un violentissimo attacco da parte di un’orda di trolls, guidati da Varka. I cittadini furono decimati, ma continuarono a combattere senza tregua. Resistettero finché l’esercito di ritorno da Cove, prese di sorpresa l’armata dei trolls, e ne massacrò la maggior parte.

Britannia era salva ancora una volta, ma l’esercito del re aveva subito un duro colpo, ed aveva bisogno di tempo per riorganizzarsi. Lord British diede inizio ai festeggiamenti, che durarono diversi giorni, e questo rese Sosaria, ancora più vulnerabile.

Da un po’ di tempo, intanto, Eldacar Proudmoore continuava a sognare un fantasma che gli raccontava che Sosaria era in pericolo, e che doveva radunare otto uomini ed una guida, in una casa sperduta sull’isola di Hythloth. Così fece e, scelto Maldavon come guida, radunò 8 tra i più potenti maghi e guerrieri di Sosaria. Il gruppo, oltre che da Eldacar, era composto da Lone Thunder, Erik Von Jackal, Darath e Brunnerin Sideblade come guerrieri, Vas Flame e Aphrodisia De Noir come maghi, ed un giovane ma abilissimo arcere, Jair Ohmsford. Ad Hythloth il fantasma apparve a tutto il gruppo.

Era Lir, grande Valor Knight del passato, rimasto intrappolato nel limbo finché non fosse riuscito a portare a termine la sua missione, e cioè uccidere “l’Innominabile”. Gli attacchi di Jhalid, Kuma e Varka, infatti non erano altro che il preludio all’avvento di questo essere diabolico, che avrebbe approfittato della momentanea vulnerabilità del regno per sferrare il suo attacco. Lir spiegò al gruppo che l’unico modo per sconfiggerlo era la Lama delle Virtù, una famosa spada forgiata nella notte dei tempi. Questa doveva essere impugnata da Lord British, ed utilizzata per distruggere l’Innominabile. E gli unici che potevano recuperare quella spada erano loro, guidati da Maldavon in un percorso lungo quanto l’intera Sosaria.

I nove si misero dunque in cammino, ma presto Aphrodisia abbandonò il gruppo per conflitti nati a causa del suo carattere. Fortuna volle che Pirotase, un’attraente quanto abilissima guerriera, si unì al gruppo. Attraversarono terre pericolose e sconosciute, e resistettero ad agguati di elfi scuri, orchi e troll. Si mossero a piedi, perchè l’uso della magia per gli spostamenti avrebbe svelato la loro posizione all’Innominabile. Si fermarono ad ognuno degli otto altari, e qui ogni membro del gruppo fu illuminato da una diversa virtù. Finalmente, guidati dalle indicazioni delle anime dei Valor Knights, raggiunsero Destard, e qui trovarono la “Lama delle Virtù”. Immediatamente la portarono a Lord British, il quale in un primo momento non credette alla storia. Ma ad un tratto l’Innominabile apparve nella sala del trono. La spada recuperata dal manipolo di valorosi, sembrò prendere vita, ed illuminarsi fino quasi ad accecare tutti i presenti. Fu in quel momento che Lord British la impugnò e la conficcò nel petto dell’essere malvagio, passandolo da parte a parte, e aprendolo di netto in basso fino all’inguine. L’Innominabile cadde esanime al suolo. Sosaria era salva.

Fu allora che il re, per ringraziare il gruppo degli otto, decise di nominarli Guardiani delle Virtù, così che i loro nomi sarebbero stati ricordati per sempre.

A quel tempo Vampiria era una città sconosciuta a molti. Strane dicerie giravano riguardo quelle zone. Si parlava di uomini trovati morti senza un goccio di sangue fuori e dentro al corpo. Intere truppe di soldati scomparse nel nulla.

E la paura dilagò quando i vampiri vennero allo scoperto, seminando morte e distruzione tra le genti di Sosaria. La potenza di questi esseri aumentò in modo smisurato. Guidati da Sir Pugno, non temevano più nulla, ed arrivarono a sfidare Lord British stesso, attaccando le sue guardie delle virtù. Non paghi di questo tremendo affronto, sicuri della loro forza, sfidarono anche Lord Blackthorne, e cominciarono a depredare e saccheggiare chiunque trovassero a tiro, di qualunque schieramento fosse. Ormai Britannia era in guerra. I rapporti non certo amichevoli tra le due principali fazioni, contribuirono a portare ad una pessima organizzazione dei due schieramenti. Lord Blackthorne non voleva aspettare. La sua intenzione era attaccare i Vampiri subito, senza dar loro la possibilità di prepararsi. Questa sua tattica però portò ad una terrificante sconfitta. L’esercito del chaos venne decimato nel giro di pochi giorni.

Lord British invece si affidò all’esperienza del suo generale in capo, Lone Thunder. La guerra proseguiva tra bagni di sangue da una e dall’altra parte, finché un giorno i Vampiri attaccarono, depredarono e presero possesso di Skara Brae, un’isola a ovest di Britain. Il re non poteva accettare questo ennesimo affronto. Diede quindi ordine a Lone Thunder di radunare tutti gli uomini disponibili, e di prepararsi per l’attacco. Il giorno dopo all’alba, la flotta order scaricò un enorme esercito sulle coste di Skara. Lo scontro fu tremendo. Durante la mattinata, i vampiri subirono fortissime perdite. Caddero Nocte, Apple, ed altri succubi, cercando di portare con loro nella tomba più anime order possibili. Mentre le truppe di Lone Thunder festeggiavano, e depredavano i cadaveri, non si accorsero che era stata una trappola, per dividere il grosso dell’esercito in più gruppi, meno numerosi, e facilmente annientabili. E così fu.

Prima che il generale potesse accorgersene, il suo esercito subì perdite enormi, e Lone Thunder stesso, perì sul campo di battaglia. Alla morte del generale, le truppe order rimaste, furono prese dal panico, e pur essendo ancora in numero maggiore rispetto ai vampiri, la loro scarsa organizzazione provocò ancora altre perdite. Anche i vampiri però persero pedine importanti. Caddero Granzio, Xanatos, Count Revolution, ed alla fine, incredibilmente, rimasero in piedi solo Sir Pugno da una parte, e Noemon, famoso elfo guerriero dall’altra. L’elfo però, come da sua natura, chiese a Sir Pugno salva la sua vita, e quella del suo popolo, in cambio della resa. Ma quando Sir Pugno accettò, apparve Lord British, che aveva ascoltato tutto, e si scagliò contro l’elfo traditore, colpendolo a morte dopo una lunga lotta.

Stanco ma non pago, il Re si girò verso Sir Pugno, ed al grido di “Britannia e le virtù!” si scagliò contro il signore dei vampiri. Lo scontro fu lungo e cruento, ma alla fine Sir Pugno ebbe la meglio sul re, uccidendolo. Era finita, Ordine e Chaos avevano perso, e i vampiri presero possesso di Skara Brae.

Questo fu un brutto colpo per tutto il regno. Con Lord British morto, tutta la fazione order sembrava destinata alla disgregazione. Fortunatamente, fu trovato un antico tomo, riguardante la famiglia reale. Tra le varie casate ormai estinte, spiccò un nome famoso: Sideblade. Con l’approvazione di tutti, e persino di Gimli , re dei nani, e di Hide, re degli elfi, Darath Sideblade fu incoronato nuovo re di Britannia.

Il periodo che seguì, però, non fu sicuramente dei migliori. La sconfitta con i vampiri e la morte dei capi delle due fazioni, contribuirono a creare un clima di delusione. Questo per molti volle dire l’abbandono del credo nelle virtù. Per Darath non fu certo semplice governare in queste condizioni, e gli ideali tanto voluti da Lord British e da Lord Blackthorne venivano lentamente dimenticati. A questa situazione si aggiunsero vari problemi all’interno della famiglia reale.

Viridiana Proudmoore venne ripudiata da suo marito Brunnerin, fratello del re. Mai si seppe chi ebbe ragione in quella vicenda, ne la vicenda stessa fu mai chiara. Ciò che è certo, è che questo portò alla creazione di un gruppo di ribelli capitanati da Paladine, formato da famosi sostenitori dell’Ordine che non credevano più in Darath e nel suo modo di governare. Questi presero possesso di DeepWater, un borgo nato in precedenza intorno al feudo di Eldacar Proudmoore, e ne fecero il proprio quartier generale.

La storia di Deepwater merita di essere narrata, in quanto legata intimamente con la famiglia Proudmoore, una delle più importanti del Regno.

I Proudmoore sono originari di un borgo non lontano da Trinsic; il capofamiglia Fenwyck Proudmoore ebbe due figli, Eldacar e Viridiana, che crebbero nei possedimenti di famiglia, coltivando l’amore per le Virtù. Accadde un giorno che Fenwyck ed Eldacar furono chiamati alla difesa di Trinsic contro l’invasione di Jou’Nar, un Liche che aveva preso possesso della città con l’aiuto di un esercito di non morti.

Il capofamiglia rimase ucciso nella battaglia che portò alla liberazione della città, ed Eldacar fu ferito; appena ristabilitosi provò prima a ricostruire all’interno di Trinsic il maniero di famiglia andato distrutto, ma poi decise che, insieme ai Valor Knights, che comprendevano alcuni dei più valorosi guerrieri devoti alle Virtù, si sarebbe ritirato in un altro castello, a metà strada tra Cove e Britain, nelle Bloody Plains, dove i Prodmoore avevano qualche possedimento.

Fu attorno al castello dei Proudmoore che nacque il primo insediamento di Deepwater, costituito dalle abitazioni dei Valor Knights. In seguito altri si unirono a loro ed andarono a formare il più grande borgo sorto su Sosaria dai tempi della riunificazione delle città-stato da parte di Lord British.

In queste condizioni il re non riusciva più ad andare avanti. Deluso ed amareggiato, ben presto si ammalò, ed abbandonò il trono, rendendo la situazione ancora più instabile.

La fazione Chaos si ritrovò senza guida nello stesso periodo in cui gli Order persero Lord British. La guerra portata avanti contro i Vampiri infatti terminò nel momento in cui Lord Blackthorne rimase ucciso nello scontro decisivo con le forze di Caino.

Da quel momento il movimento Chaos tentò disperatamente di sopravvivere istituendo un Consiglio, formato dai membri più eminenti ed anziani delle gilde che costituivano il panorama caotico.

Il Consiglio decise per l’intera fazione e si trovò spesso a deliberare per dirimere le questioni interne alle Gilde.

In questa situazione di conflittualità interna emerse la figura di Pikkolo che grazie al sostegno di alcune personalità di varie gilde Chaos si fece eleggere Re della Fazione.

Gli alleati sperarono di poter trarre profitto da questa elezione, in quanto Pikkolo si ripromise fin da subito di opporre alle Virue Guards dell’Order, otto Kaos Virtue Guards, che avrebbero guidato l’esercito caotico in battaglia.

Gli oppositori del Re, comunque si organizzarono per tempo e riuscirono a far proseliti in tutte le gilde, cosicché il Re fu costretto a nominare tra le KVG anche alcuni dei suoi nemici interni.

Questa azione del Sovrano, deluse molto i suoi sostenitori, che ritennero di non aver avuto abbastanza potere ed una parte del sostegno a Pikkolo svanì.

In questa situazione vennero sviluppate diverse campagne, tutte volte a riconquistare il castello di Lord Blackthorne, ma tutte fallirono ed il malumore nella fazione andò crescendo.

Alcuni sostenevano che il potere del Concilio era troppo debole per portare alla ribalta la fazione e che quindi c’era bisogno di un Re condottiero per dare nuova forza al chaos; altri dicevano che c’era invece solo bisogno di eleggere un Concilio forte che potesse riunire tutte le vie di pensiero e gli ideali.

Una svolta si sarebbe potuta avere nel momento in cui una parte dei Vampiri, fuoriusciti dalla gilda devota a Caino, e capeggiati prima da Count Revolution e poi da Italianus, si unì alla causa Caotica; ma la brama di ricchezze e di conquista erano il loro unico obiettivo e cominciarono anche loro a vedere nella figura del Re, semplicemente un ostacolo verso il loro fine.

Tutto ciò portò all’abdicazione da parte di Re Pikkolo ed a far diventare il Chaos una fazione ancor più disgregata dell’Order.

In un mondo così disgregato, quasi a peggiorare le cose, un nuovo flagello di abbattè sulle lande di Sosaria: la Peste. Il male non si generò da solo ma venne portato in questo mondo attraverso l’opera di Exodus, il malvagio Stregone che già in due occasioni aveva tentato di conquistare Sosaria e distruggere le sue genti.

Egli si fece preannunciare da un suo Messagero che avvertì tutte le Gilde della prossima venuta del suo Signore e, alle risa di questi, maledì tutti i capi-fazione di Sosaria. Di seguito il morbo cominciò a dilagare per tutte le terre emerse; fu colpita prima di tutto l’Eterea di Yew, l’Albero Sacro degli Elfi, in seguito la malattia prese a contagiare tutti coloro che avevano a che fare con gli Appestati che cominciarono a vagare per tutte le città e per le campagne ormai deserte ed evitate da tutti.

Gli Untori di Exodus presero a vagare per le città e ad essere attaccati a vista, nonostante la maggior parte di essi fosse solo povera gente disgraziata ormai sotto il nefasto potere di Exodus. Essi cominciarono a divenire un problema quando si organizzarono in eserciti che si scontravano con i Cavalieri di Sosaria, i quali accettavano lo scontro, non accorgendosi che un contatto come quello derivante dai corpo a corpo in battaglia non faceva che aumentare i rischi di contagio. Vennero in questa maniera appestati molti valenti prodi che estesero il contagio e tutto il resto della popolazione.

Si ebbero molti episodi di valore: un esercito del Chaos si batté per restituire la libertà alla città di Delucia occupata dagli appestati mentre altri contingenti Elfici ed Umani recuperarono in battaglia alcune preziose informazioni su un Ordine di Druidi in grado di curare la malattia. Numerose furono anche le defezioni e i tradimenti presso il popolo, illuso a più riprese da coloro i quali facevano credere di lavorare per una cura. Guerrieri spossati dalla malattia si trascinavano per le vie cittadine, maghi impotenti di fronte al propagarsi del morbo spendevano le ultime risorse per cercare una cura e la povera gente nel frattempo pativa ogni sorta di dolore fisico e mentale. In mezzo a questo panorama desolante gli attacchi degli Appestati continuavano, come i ritrovamenti di importanti indizi atti a debellare la Peste : libri antichi e fiale misteriose venivano rinvenute dagli abitanti delle città, ormai alla ricerca spasmodica di un vaccino o almeno di un placebo alle sofferenze, mentre il Culto di Exodus cominciava a diffondersi per le isole dell’Arcipelago.

Proprio mentre la Malattia si trovava al culmine, alcuni sospetti puntarono proprio su colui che più si era adoperato per la raccolta di informazioni sulla cura: Bernard Gui, colui che dalla Abbazia di Empath in Yew, coordinava le ricerche per un siero che guarisse tutti.

Le prove su di lui furono schiaccianti ed egli si rivelò per quello che era: un potente stregone che aveva montato tutta la storia del ritorno di Exodus per ottenere potere sulle anime e sui credi degli appestati. Si era spacciato per il Messaggero e aveva intenzione di nutrirsi della paura e della disperazione dei contagiati. Infine, fallì nel non farsi scoprire e decise di ritirarsi, lasciare Empath e cercare rifugio altrove, nel momento in cui i sospetti su di lui furono al culmine. La sua intenzione era ora di sfruttare il segreto del Siero Antipeste scoperto dagli altri monaci dell’Abbazia.

Grazie al lavoro di innumerevoli eroi infatti, furono individuati gli ingredienti di tale siero e fu sintetizzata una prima boccetta che diede i risultati tanto agognati. Mentre Sosaria lottava per raccogliere i preziosi e rari reagenti necessari per il Siero, fece la sua comparsa un Mezzo demone chiamato Renler. Costui era un malvagio Divoratore di Anime; un orrido miscuglio di razze malvagie. Indebolitosi col tempo, aveva scoperto che solo nutrendosi delle anime immortali degli Elfi di Yew avrebbe potuto continuare a vivere, ma un ostacolo si parava tra lui e il prolungamento della sua vita: la Peste. Il morbo infatti aveva intaccato gli Elfi nel corpo e nello spirito, indebolendone le anime e rendendo vano il suo piano.

Così, il Male si rivoltò contro il Male, e Renler prese a sfruttare i suoi immensi poteri per ricercare una cura definitiva più accessibile del Siero Antipeste, riuscendovi in breve tempo.

I Principi dei Draghi, tuttavia, avevano preso con sé il gremlin familio di Renler, chiamato Verde, e avevano curato le ferite lasciate nel suo corpo e nel suo spirito dal malvagio Mezzo demone. Mentre Renler si recava dai TlD per richiedere il loro aiuto nel mietere le anime degli Elfi, i Signori delle Tenebre, guidati da Verde, riuscirono a scovare Renler e dopo una cruenta battaglia, a rubare il suo diario e a carpire così il segreto della Cura Definitiva per la Peste.

Grazie all’aiuto di molti potenti alchimisti, la Cura fu distribuita e la peste debellata per sempre.

In data 57 del mese di Humiltas dell’anno 514, venne incoronato Re Derek Sideblade.

Egli era il discendente designato dal sovrano precedente, Darath Sideblade, che in una lettera lo aveva nominato suo successore. Derek era un guerriero potente ed abile nel combattimento. La sua elezione servì notevolmente a compattare le fila della fazione Order, scossa sempre più da lotte intestine e faide sanguinose. I primi provvedimenti di Re Derek riguardarono proprio l’ordine interno del movimento e riesumò l’antico istituto delle Virtue Guards, otto persone devote alla causa che rappresentavano presso il popolo la personificazione in Terra delle Virtù.

Il sovrano si circondò presto di abilissimi guerrieri con i quali riuscì a sedare numerose rivolte di banditi e a riportare la pace presso alcune zone. Sicuramente la spedizione più difficile fu rappresentata dalla riconquista di Trinsic.La città baluardo dell’Ordine da sempre infatti, era caduta sotto i colpi di un potente Demone, Melekith, che occupò le vie della città con il suo esercito di non-morti. Esso portava con se Cavalieri Neri e Soldati estremamente potenti, uniti a Draghi Oscuri e Negromanti dalle capacità sovrumane. Solo l’unione di tutte le forze del Regno, Chaos, Vampiri e Banditi inclusi, riuscì a far avere la meglio agli Umani e ai loro alleati, con perdite però gravissime.

Il Regno di Derek Sideblade, tuttavia, si rivelò effimero: le forze centrifughe che si ebbero nel Regno furono troppo forti per lui che, ancora giovane, credeva ciecamente nelle sole Virtù. Derek presto si rese conto che non riusciva a fidarsi totalmente di tutti coloro che aveva attorno e prese l’estrema decisione di abbandonare la carica e suicidarsi tramite veleno.

Egli lasciò due lettere che riportiamo qui fedelmente:

Questa missiva e’ diretta a chi la leggerà per primo. So che sarete sorpresi dalla mia decisione, ma oggi finisce il mio Regno. Non mi riconosco più in una fazione che tutto ha tranne che delle virtù che avevo imparato a conoscere da Condottieri come Lone Thunder o da Maghi come Armaige. La mia vita sarà ancora breve, ho ordinato ad un paggio di portarmi del veleno letale e di lasciarmi solo.

Padre, perdonami. Madre, non dispiacerti per me , combatti coloro che si nascondono dietro la bandiera dell’Ordine e invece sono dei vili. Derek Sideblade sta per uscire di scena ma la famiglia Sideblade non terminerà con lui : un’infante e’ in procinto di venire alla luce, ma non saprà mai di chi e’ il figlio né cos’e’ l’Ordine.

La seconda missiva era indirizzata a Brutal GM dei GoD e testimoniava gli ultimi drammatici momenti della vita del Sovrano:

Brutal, amico mio, se questa lettera giungerà a destinazione significherà che la mia codardia ha vinto e ho compiuto l’atto più meschino che una persona possa compiere.. Se l’ho fatto ho avuto i miei motivi. Ci sono solo poche persone per cui rimpiangerò la mia morte prematura… Mia Madre, Mia Sorella, Mio Padre.

Non potendoli più difendere ti affido un gravoso compito.. fa’ in modo che non gli accada mai nulla.. sono il bene più prezioso che ho mai avuto dalla mia nascita. Porta il mio scettro a Deepwater…e spiega loro cosa mi è successo e invitali a riflettere.

Abbraccia Shalaysia da parte mia…e dille che e’ ora di rimboccarsi le maniche e di fare in modo che le idee di libertà trionfino.

Ora devo concludere questa missiva.. sta arrivando Neclord e non voglio che mi veda in questo stato..

Ti abbraccio e ti saluto per l’ultima volta.

Derek

Nonostante gli sforzi del potente Armaige infatti Re Derek si era suicidato, non sopportando oltre il peso di una carica così importante. Il mago creò una specie di cupola protettiva sul corpo del Re. Disse infatti che il corpo del sovrano sarebbe dovuto essere eternamente giovane e incontaminato. La notizia si diffuse ben presto nelle terre ormai lasciate al loro destino, giunse anche nelle Pianure Insanguinate, dove si trovava Viridiana Proudmoore, la madre di Derek.

Nobili lacrime solcarono il suo altero viso.

Successivamente al Regno di Darath, gli elfi si trasferirono definitivamente a Yew e i nani presero possesso di Cove, i rapporti fra le due razze andarono sempre più peggiorando. Alcuni dissero che sia stato per il naturale disprezzo che queste due razze provavano l’una per l’altra, una delle tesi più avvalorate e’ che fu Exodus con il suo influsso malefico…giunse così la guerra.

Ci furono attacchi e battaglie spaventose in cui molti nani ed elfi trovarono la morte…come non ricordare le valorosa gesta del possente Thorin, o del coraggioso Moon, o di Balgar il nuovo Signore degli Elfi che si distinse durante questa guerra dimostrando di essere il grande re di cui gli elfi avervano bisogno; e ancora Torben il grande Elfo guerriero che da solo valeva venti uomini comuni.

La guerra trovò la sua conclusione quando Balgar, il coraggioso Signore degli Elfi, guidò un attacco decisivo alle porte di Cove per eliminare definitivamente i nani. Questi ultimi, consci di quanto stava per accadere non si fecero trovare impreparati e i due eserciti si incontrarono nel mezzo del Deserto della Compassione. Lì i due campioni si preparavano alla sfida, quando apparve Marlon, il re dei Drow, accompagnato dal compagno Re degli orchi che catturando i sovrani sbraitò:

“Ascoltatemi! Al tramonto dovrete portarmi le chiavi delle vostre città e dovrete giurare fedeltà alla mia razza! Vi aspetterò al forte degli orchi vicino Cove! Se non lo farete, i vostri re moriranno!”

Così fu che nani ed elfi si ritrovarono uniti a Cove pianificando il loro attacco contro il nemico comune. Era infatti stato deciso di non cedere alle minacce: gli elfi avrebbero attaccato via mare e i nani via terra. Fu una grande battaglia ed in fine la minaccia dei Drow e degli orchi venne annientata.

Dopo questo episodio Nani ed Elfi firmano un trattato di pace avendo visto quale forza potevano sprigionare le loro due razze unite e a tutt’oggi vi è ancora pace e rispetto fra questi due grandi popoli.

Col tempo anche Britannia è cambiata di molto. Lord British ed il suo antagonista Lord Blackthorne sono morti ed il continente senza guida è oramai allo sbando. Nella fazione Chaos non si è mai riusciti a trovare un accordo su una politica unitaria, mentre gli Order hanno provato a colmare il vuoto lasciato da Lord British, ma anche loro hanno fallito nelle scelte. Le città incominciarono a spopolarsi e quasi tutte le gilde che animavano il mondo sosariano continuavano imperterrite ad arricchirsi senza più occuparsi delle Virtù.

Un evento nuovo però tornò ad animare le lande di Britannia. Ricominciarono infatti a comparire nei luoghi più remoti del continente dei frammenti neri di Gemma; essi se avvicinati tendevano a sprigionare una luce azzurrina.

I frammenti venivano recuperati nei posti e nelle maniere più disparate: spesso si trovavano nei bottini dei mostri, oppure comparivano nei giardini delle città ormai vuote, altri ancora nelle profondità della terra.

I frammenti venivano portati nelle maggiori sedi delle gilde di Sosaria ed analizzati dagli alchimisti migliori del regno, eppure nessuno riusciva a comprenderne l’esatto utilizzo.

Contemporaneamente fu rinvenuto tra gli antichi testi della Biblioteca un Tomo dalle pagine ormai rose dal tempo. Si trattava di un antichissimo testo appartenuto al padre di Mondain. In esso erano descritte le azioni per i rituali che utilizzavano l’immenso potere della Gemma dell’Immortalità. Oltre al rituale che Mondain stesso sperimentò per ottenere la vita eterna, ve n’erano altri che potevano ad esempio riportare in vita i morti, guarire malattie, rigenerare arti perduti.

Il mago che rinvenne il Testo pensò immediatamente a Lord British e Lord Blackthorne; se avesse avuto a disposizione la Gemma o i frammenti di essa forse avrebbe potuto riportarli in vita ed insieme essi avrebbero potuto riportare la pace su Britannia. Il vecchio non sapeva che le gemme stavano ricomparendo, tuttavia si portò il libro a casa e successivamente cominciò a sottoporlo ai compagni di gilda perché ne studiassero i misteri. Fu in quel momento che si accorse che i primi frammenti di gemma venivano ritrovati da persone che li portavano dai loro capi per esaminarli.

Egli capì immediatamente che avrebbe potuto ripetere il rituale.

Subito furono inviati messaggeri presso le altre gilde per sapere se erano stati rinvenuti frammenti di gemma; le risposte positive riportate dai messi convinsero il mago e cercare di riunire tutte le gilde in un unico consiglio per decidere il da farsi e come utilizzare i frammenti e il libro; la maggioranza di esse fu d’accordo nel tentare di riportare in vita i due capi fazione, progettando segretamente di eliminare l’avversario il prima possibile.

La notizia dell’appressarsi del Rituale si diffuse rapidamente per le strade di Britannia, ma le reazioni erano contrastanti nelle città del continente: in Britain e negli agglomerati a Sud, Trinsic e Jhelom la notizia della possibile resurrezione di Lord British venne accolta con immensa gioia; alla notizia della possibile resurrezione del Re degli Order infatti solo queste tre città risposero in maniera entusiasta. La gente man mano che la fonte diveniva sempre più sicura si riversò nelle strade, cantando, speranzosa di un futuro migliore.

Nella Capitale Britain, la gente si radunò sempre più numerosa nei dintorni del Castello di Lord British, oramai deserto, quasi ad aspettare, a Rito concluso, il passaggio del massimo esponente delle Virtù.

Nella città portuale di Trinsic, i Capi delle Gilde cittadine assistettero a scene di giubilo poco fuori città, sulla spiaggia a sud, non lontano dal Moongate.

A Jhelom l’arena cittadina fu sede di una festa improvvisata e pesone accorsero dalle due isole immediatamente a nord e a sud della grande isola jhelomiana. L’entusiasmo era tale che molti sostenitori avversari preferirono mantenere il silenzio e rifugiarsi invece dove coloro che appoggiavano il Chaos fossero in maggioranza, e ciò avveniva nelle Terre Perdute dove sorgevano le città di Papua e Delucia, in aggiunta all’isola fortezza di Serpent’s Hold che venne eletta subito avamposto di questa fazione. La fazione Chaos infatti aveva da tempo stabilito grosse comunità in quelle lande ricche di animali, ma anche così impervie e dure da affrontare. Il Chaos aveva nel corso degli anni mutato la sua natura e da semplice ma fiero oppositore dell’Order si era ritirato lontano dalle calde terre di Sosaria, prediligendo l’oscurità delle Lost Lands, non rinunciando a tramare contro la fazione rivale utilizzando tutti i mezzi leciti o meno.

Oltre alle Lost Lands la fazione Chaos acquisì il controllo della fortezza di Serpent’s Hold, che anni prima fu il rifugio inespugnabile di Exodus, un’isola posta a poca distanza dal Capo degli Eroi ed unico possedimento Chaos sul territorio di Sosaria. Ma avvenne che nelle città dell’Ovest, Minoc e Vesper, e nelle isole dell’arcipelago la popolazione aveva ormai scordato le gesta dei 2 condottieri e viveva tranquilla lontana dalle lotte interne che avevano sconvolto quelle terre in passato e lì la popolazione non era favorevole a questo Rituale. Nelle prime, ormai da tempo sedi di importanti traffici commerciali, i minatori e tutti gli altri lavoratori non volevano perdere i privilegi man mano acquistati con il loro lavoro e temevano una contrazione dei traffici a seguito delle lotte che si sarebbero certamente scatenate.

Le isole invece si sentivano tradite ed abbandonate delle due fazioni in quanto pochi avevano pensato a loro condannando le città isolane ad un degrado e ad un abbandono, se possibile, ancora maggiore della Capitale. Non fu difficile a quel punto separarsi dalle altre cittadine ed appoggiarsi a quelle gilde che intendevano lavorare per la loro rinascita a discapito degli agglomerati Order e Chaos e di comune accordo i cittadini optarono per staccarsi durevolmente dalle fazioni in lotta e di appoggiare invece il governo illuminato di alcune gilde apolitiche.

Le condizioni che si ebbero nelle altre città libere di Sosaria, Skara Brae, Yew, Cove e Wind non furono uniformi: se da un lato Yew rimase saldamente in mano agli elfi, presso Skara Brae i vampiri perdettero il controllo totale della città; a Wind si stabilì una progenie maledetta di elfi oscuri; ma gli eventi più drammatici riguardarono Cove che fu tolta dall’egida dei Nani e divenne un covo malfamato di briganti.

L’isola di Skara Brae era da tempo infatti dominio incontrastato dei Vampiri. Inizialmente riuniti nella Gilda devota a Caino, dopo il tradimento di quest’ultimo verso i suoi figli prediletti, si scissero in due gilde. Nei giorni che videro il formarsi di territori sotto il controllo dell’Order i Vampiri che risiedevano là acconsentirono ad aprire la città, ma solamente a coloro che avrebbero avversato le due fazioni che si andavano riformando.

Yew rimase sostanzialmente sotto il controllo degli Elfi e della gilda che comandava la città della Giustizia. I Principi dei Draghi, osservando la nuova vitalità che pareva nascere nelle città del continente, si ripromisero ben presto di dare un volto nuovo alla città montana e un suo preciso collocamento all’interno del panorama che andava delineandosi.

Cove invece fu travolta dagli eventi che maturarono nei giorni precedenti al Rituale. Da tempo la piccola cittadina era governata in maniera equa dai Nani, che però l’avevano aperta a tutti… onesti cittadini e assassini. L’impianto di un’arena accelerò il processo di degradamento della città sfuggita negli ultimi giorni al controllo della gilda Nanica: briganti di ogni risma si ritrovavano ormai sempre più spesso all’interno della cerchia cittadina finché decisero che Cove sarebbe divenuta un’ottima base continentale per attacchi verso le fazioni che si andavano consolidando. A sud est l’Order e a nord ovest i Neutrali: Cove sarebbe divenuta la spina nel fianco della Sosaria pacifica.

L’assalto fu compiuto a tradimento… avendo libero accesso alla città i capi briganti fecero attaccare l’arena e le poche case di Cove da nord e da est prendendo tra due fuochi i Nani e i liberi cittadini presenti, costringendoli ad una difesa apparentemente senza speranza. Solo l’intervento di un manipolo di eroi permise di aprire una breccia nelle fila nemiche e garantire ai Nani la fuga onorevole verso un’altra cittadina che li avrebbe accolti con gioia tra le sue mura: Minoc, città del Sacrificio. Durante il combattimento, il valoroso re dei nani ferito a morte, rimase a proteggere la ritirata dei suoi fratelli. Gimli bloccò i briganti alle porte di Cove, difendendo il suo sogno e la sua razza fino alla morte.

Poche notizie invece affluirono dalla nascosta e misteriosa città di Wind; il suo ingresso, posto nella valle del Chaos, un bacino collocato all’estremità nord-ovest delle Montagne Serpent’s Spine, da sempre permetteva il passaggio solo ai maghi più potenti del Regno, non si sa come venne neutralizzato.

Una stirpe di elfi-neri infatti, che tra le loro fila probabilmente annoveravano qualche Stregone dagli enormi poteri, riuscì a penetrare nella magica città e mettendola a ferro e fuoco ne fece il proprio quartier generale. Si vocifera che prima della caduta della città, gli abitanti di Wind sfruttarono le loro conoscenze per scappare e nascondersi in un altro luogo.

Le gemme intanto venivano riunite tutte quante insieme ed i più potenti maghi di Sosaria convenivano per studiare lo strano cristallo, il Tomo e le modalità del Rituale.

Dagli appunti di uno di questi saggi si legge:

Il Cristallo è caratterizzato da una morfologia particolare, assimilabile forse a quella presente nei minerali Oro e Argento, ed in particolare la forma cristallina fu denominata dai Saggi che la esaminarono col termine triacisottaedro . I frammenti infatti presi singolarmente appaiono dei tetraedri regolari, nel processo di coesione che li ha interessati se posti vicino (fatto questo assolutamente inspiegabile) sarebbero andati a formare un solido regolare a 24 facce. Risultarono tuttavia mancanti alcuni frammenti, motivo forse questo dell’instabilità verificatasi, tanto che la forma risultava assai irregolare. Il suo colore è prettamente nero, con assenza totale di geminazioni (cioè cristalli isolati di colore diverso); la sua durezza risulta assai particolare in quanto è di qualche grado inferiore al Diamante se sottoposto a compressione (cioè se viene compresso), infinitamente più alta se invece lo si pone a trazione (cioè se lo si tira); la lavorabilità non è stata indagata né dal suo scopritore (il padre di Mondain) né dal suo primo utilizzatore (Mondain stesso), né tanto meno dai Maghi che la utilizzarono per l’ultima volta. Un’analisi chimica compiuta da uno di quest’ultimi non ha portato a risultati significativi, se non al fatto che la Gemma presenta un punto di fusione non raggiungibile con la tecnologia odierna e che quindi gli strumenti da alchimista risultano inutili nella loro analisi.

Purtroppo essi non conoscevano il numero di frammenti in cui la Gemma si era divisa e non si posero neppure l’interrogativo finché non si accorsero che la Gemma, man mano che i frammenti venivano avvicinati, si ricostituiva da sola.

Notarono infatti che essa non possedeva una forma regolare come la maggior parte dei gioielli del Reame; ciò era dovuto al fatto che molti frammenti non erano stati portati alla luce, altri erano ancora in possesso di Mostri briganti che si divertivano a far scaturire quei bagliori azzurrini. Per quanto riguarda il Tomo essi scoprirono che non era l’originale usato dal padre di Mondain, bensì una copia successiva, a quanto pare composta da un altro degli allievi di quello sfortunato Stregone, fuggito dopo il parricidio di Mondain. Egli, secondo le ricostruzioni effettuate, su incarico del Maestro aveva fedelmente ricopiato gli Incanti ivi descritti; in tale maniera furono conservati e tramandati fino ai nostri giorni.

I Maghi credettero che il momento fosse giunto; vennero portati solennemente i corpi dei due nobiluomini e si diede inizio al rituale.

Le istruzioni del Tomo erano chiare:

I Maghi nel silenzio più assoluto recitano uno alla volta le melodie che fanno apparire le Rune Elementari per terra; comparse le quattro rune elementari appare al centro di esse il circolo magico ed i Maghi intonano un lunga melodia che serve per caricare la Gemma Nera. Essa comincia a fluttuare al centro del circolo e quando il cantilenare dei Maghi giunge al loro zenit il Potere accumulatosi nel Cristallo prorompe in un’onda di energia che esplica la funzione del rituale.

Disposti in circolo gli Stregoni cominciarono a pronunciare le parole magiche, e mentre facevano ciò l’aria parve addensarsi come di una sostanza sconosciuta; la Gemma Incompleta prese a sollevarsi e a fluttuare nella stanza… essa oscillava leggermente sopra i corpi indugiando ora sopra British, ora su Blackthorne. Nel frattempo parve ai Maghi che essa cangiasse colore e divenisse sempre più chiara fino a diventare trasparente, ma non del tutto… si notavano all’interno di essa strane figure che parevano danzare tra le facce del cristallo per poi unirsi in forme conosciute: case, alberi, sentieri. I Maghi dalla vista più acuta credettero di vedere dei paesaggi distendersi nella Gemma, ma continuarono il loro salmodiare imperterriti.

La Gemma in effetti stava esercitando uno dei suoi antichi poteri, quello di ricreare al suo interno un’immagine perfetta di Sosaria… tuttavia questa volta l’immagine non era affatto perfetta: la mancanza di alcuni frammenti faceva sì che la copia fosse mancante di qualcosa… gli abitanti lo scoprirono in seguito!

Il Rituale si avviò alla fine, ma il difetto che gravava sulla Gemma Incompleta si rivelò fatale per le Terre di Sosaria… un lampo azzurro come il cielo scaturì dal Cristallo ed investì i due corpi, riportandoli in vita, come impercettibili movimenti delle mani dimostravano, ma successivamente la Pietra collassò un’esplosione di energia magica.

Le ultime immagini registrate dalla Gemma furono gli occhi sbarrati dei due Lords ormai redivivi, successivamente l’esplosione investi Sosaria… casa per casa, montagna per montagna, isola per isola.

Il Cristallo si disintegrò nuovamente cancellando per sempre quello stesso Universo che molti anni prima aveva creato e producendone infiniti altri, che racchiudevano al loro interno un’altra Sosaria, mancante però di tutte le cose create dai suoi abitanti: case, palazzi, navi, armi, oggetti d’uso quotidiano… tutto ciò era rappresentato dai frammenti non rinvenuti nella vecchia Britannia.

Tutto ebbe di nuovo inizio, le immagini delle persone che al momento del Rituale abitavano Sosaria, furono replicate in questo nuovo Universo, con le loro paure, le loro gioie e i loro ricordi.

Rimanevano le nuove divisioni che si erano create nei giorni precedenti al Rituale, ma ora erano di nuovo in vita coloro che potevano ricomporre queste fratture.

L’Ordine e il Chaos rivivevano!

Con il compimento del Rituale le Fazioni tornarono al loro originario splendore, tutti gli eserciti che le componevano in qualche modo diedero grandi contributi alla propria causa. Proprio in quegli anni i fondamenti e le rispettive etiche si rafforzarono e si consolidarono maggiormente sui propri punti cardine: le Virtù ed i rispettivi Guardiani.
Nel frattempo si costituivano anche nuove congregazioni e gilde, che da parte loro evidenziavano la variegatezza di questo mondo. Le razze formarono gruppi forti e consapevoli che portarono avanti le proprie tradizioni. Questo avvenne fra i Goblin, seguaci di Graak El, fra i Dwarf, vincitori nella campale contro gli Elves a Cove, abbandonata poi da entrambe le razze, gli Elves stessi ormai consolidatisi a Yew, la Grande Tribù Barbarica a Northgard e gli oscuri intrighi del popolo reietto dei Drow.
Lo scenario che si dipianava non era certo un mondo di pace, ma in qualche modo era retto da un suo equilibrio e dall’interazione di tutte queste entità: mentre ladri ed assassini si arricchivano attraverso appostamenti persino alle due banche di Britain, sciacallandone gli avventori, le grandi battaglie coronavano le epiche imprese di cavalieri di ogni età e razza.

Fra le piccole imprese di questo periodo una in particolare avrebbe influenzato gli anni successivi e già traeva profonde origini dalla distruzione della prima Radek. Un’eroina elfica di un poi meglio noto casato era entrata inconsapevolmente in possesso dell’antica spada di Radek con la quale un Drago Nero, legato ad un’antica leggenda, si trovò a fronteggiare lo stesso sulle pendici di Minoc. Chi avrebbe allora immaginato che quella spada e quel Drago sarebbero poi tornati a giocare un ruolo così importante nel destino di Sosaria?

Da alcuni scritti perduti del Saggio Melbeth si poteva ricostruire che un tempo, tre Draghi, incarnanti tre Idee molto forti, alcuni le legano agli stessi Principi Primi, furono in qualche modo deviati nell’antichità dal Contro Principio di Corruzione. Di loro, Nargareth il Drago Nero e un drago dorato, fecero la sua comparsa nelle caverne di Destard, terrorizzando le genti di Britannia. Epica fu l’impresa per domarlo e sconfiggerlo ed ancora si vociferano leggende sul suo tesoro in Mithryll e sul destino che fece quel così raro materiale.
La cosa non a tutti nota è che queste tre entità erano in realtà immortali e che anche se l’eliminazione fisica era possibile esse si sarebbero sempre reincarnate, alternando le loro duplici nature: corrotte e pure.
Zoe stessa ne bandì le nature corrotte dietro ai soli di Sosaria, ma come spesso accade esse trovarono un sotterfugio per fare ritorno e ridisseminare il contagio del dubbio e delle malvagità sui mortali.

Avvenne così che un discendente del casato elfico degli Arenthor si legò alla gilda del Silverleaf, poi alleatasi nelle terre di Yew ai Cacciatori di Radek. In quell’occasione emerse che Nargareth aveva distrutto e corrotto più volte alcuni dei protagonisti delle due gilde, distruggendo appunto Radek, ma abbattendo anche uno dei primi villaggi elfici ai tempi retti ancora dai casati, prima che il Regno venisse spostato da Cove a Yew, massacrando la prima congregazione della Fratellanza del Silverleaf. Allo stesso modo un’intera branca del popolo barbarico era stata trucidata, arrivando ad ucciderne anche un antico sovrano, distinto dall’Heresir di Northgard, ai tempi Lord Blade Runner. Di ciascuna di queste entità gli eredi si erano casualmente ritrovati nella stessa Yew e si trovarono congiunti nell’impresa di recuperare l’antica reliquia di Radek che sola ed unica pareva avere il potere di scalfire il potente drago Nargareth, il quale già stava radunando potenti eserciti all’insaputa di molti.

Mentre le ricerche per la spada di Radek proseguivano negli anni, attraverso l’oculata ricerca su tomi e registri, si consolidavano altre entità importanti nello scenario Sosariano quali la branca del Casato di Deepwater, ancora retta dai Proudmore, e l’ascendente Patriarcato di Marrehium, una Città Stato consacrata al culto di Eanna dei Nomi, una divinità minore il cui culto si stava però rapidamente diffondendo soprattutto a Camelot, tra membri dell’Ordine Templare, i seguaci dell’Alleanza Velata ed i cavalieri del Graal. Fautore di questa grande voce spirituale fu la carismatica figura di Ilven de Rash, gransacerdote del culto la cui ambizione lo pose spesso alla pari di altri grandi cultisti del tempo ed il cui fanatismo puntava all’unificazione dei culti, seppur distinti, presso il santuario di Empath, nella città di Yew, dove venne istituito un collegio per gli studi teologici, da lui stesso retto ed amministrato.

Quando gli eroi del tempo erano stanchi di sanguinarie imprese vi era un solo posto dove condividere visioni politiche, sociali, ma soprattutto dove usufruire più blandamente di una sana sbornia: la Taverna del Lama Nero di Britain, sede del culto segreto degli adoratori del Sacro Porco, una manifestazione minoritaria tra le forze spirituali con una grande carica goliardica ed edonistica. Fu in questo luogo che molte volte i maggiori eroi del periodo si congiunsero in epiche imprese e proprio qui iniziò a diffondersi la voce di una nuova alleanza che ambiva all’annichilimento del mondo.
Nel mentre, presso le maggiori piazze di Sosaria iniziarono diversi comizi politici, sull’oppressione dei principali signori di Sosaria, sulla loro avidità, sul loro egoismo e sulla negatività del loro operato. Nessuno fu risparmiato, nemmeno Lord British e Lord Blackthorne. Fautore di questa propaganda fu un elfo oscuro fino ad allora quasi sconosciuto, slegato dal casato Drow. Egli si proclamava promotore di nuovi ideali e sotto la propria effige prometteva ricchezze in abbondanza.
Anche i Cavalieri Hawk di Moonglow prestarono attenzione alle sue parole, ma scelsero con saggezza da che parte schierarsi e tennero sott’occhio la situazione poiché la loro forza non avrebbe mai potuto tradire le verità per le quali si erano riuniti dopo la grande esperienza dell’Accademia.

Lo stesso elfo oscuro era in realtà il più fedele servo del Drago Nero, noto poi come Ulrian Sky’l Ree, lo Sfregiato. Attraverso quella propaganda puntava alla creazione di un potente esercito con il quale intendeva assoggettare Sosaria all’ambizione del proprio padrone in cambio di molti servigi.

Pochi brandelli di informazioni sono sopravvissuti al lento logorio del tempo, e molto di quanto accaduto è ormai perduto.

 

Solamente pochi infaticabili scrivani hanno tentato di far sopravvivere allo scorrere delle ere la Storia e l’evolversi delle vicende, umane e non.

Ma non erano tempi per la cultura e l’introspezione. Guerre e pestilenze hanno devastato Sosaria, incendi e saccheggi hanno imperversato, lasciando ben poca traccia di quanto accaduto.

 

Solo di recente avveduti studiosi si sono riuniti, in gran segreto, per tentare di riportare il lume della cultura e della scienza nella società, ma il lavoro sarà lungo e difficile, e non privo di pericoli…

Northgard, capitale della razza Barbarica, era diventata una grande città fortificata, erano lontani i tempi in cui la città era composta di sole capanne. Nacque una piazza del mercato e le stesse arene furono erette con grande capacità dagli artigiani barbarici. Northgard acquisì una certa importanza all’interno dei regni di Sosaria ed ebbe modo di mostrare con viso aperto il valore del suo popolo.
Il primo regnate fu Lord Blade Runner, che dopo le guerre con i Drow salì al potere come primo vero reggente di Northgard. Il primo regno di Blade Runner fu caratterizzato da un periodo di pace, in cui la città e il regno di Northgard crebbero ancora. Nel corso degli anni però le alleanze con i popoli vicini si facevano più sottili, fino a quando Cedric, un barbaro assetato di sangue e che bramava potere, giunse a Northgard. Egli sfidò Blade Runner e lo sconfisse, ma quest’ultimo non morì.

In suo soccorso giunse un certo Kakaroth, che ebbe la meglio sul nemico invasore. Kakaroth governò per un breve periodo, ma successivamente restituì il trono a Lord Blade Runner.
Il Secondo regno di Lord Blade Runner fu inquieto, perché l’animo del re lo era, spesso si perdeva in lunghe meditazioni presso il tempio del Grande Padre, nella preghiera che gli rivolgeva mai dimenticava il suo popolo. Decise poi di partire, abdicando in favore di Lady Mordian, la Sacerdotessa del culto barbarico. Ella portò avanti le sue genti con benevolenza e generosità, ma anche questo regno non ebbe pace.

Northgard fu la prima a cadere, ben poco poterono i barbari, sorretti dagli alleati provenienti da ogni dove, contro l’impeto di questa armata sanguinaria, appoggiata dall’enorme contingente di elfi oscuri Drow il cui impeto sembrava ormai inarrestabile. In soccorso del popolo di Nortghard giunsero i Dwarf, i Cacciatori di Radek, i Merchants of Death e tutti gli amici del popolo del nord per fronteggiare la nuova minaccia.
La Gran Sacerdotessa Mordian fu costretta a spingere assieme ad altri fieri barbari il proprio popolo alla salvezza, ospiti della città nanica di Minoc, per riorganizzare poi la ripresa delle proprie terre. L’esodo del popolo barbarico fu organizzato dalla flotta elfica, giunta troppo tardi per cambiare le sorti del conflitto. Ancora una volta Sosaria era spezzata da una guerra totale.

Il dio Oceano che aveva visto emergere così tante presenze in Sosaria, ambiziose ed umili, sante e corrotte, volle fare un dono: una città di corallo nel pieno dei mari di Sosaria, una roccaforte dove la dialettica, il commercio e la cultura si potesse riunire e prosperare. Egli donò ai mortali Seagard, la città delle meraviglie, nota per i fiorenti commerci di spezie e di tabacchi.
Il primo Conte di questa meravigliosa città fu Ryuga, notissimo marinaio, capitano della Wangrel, coadiuvato da un variegato consiglio di uomini elfi e nani tra cui Cavan, Nar Gloin, Zacknafein, Alcor, Flegias ed Eldialath, ai quali si unirono poi molti altri.

Il governo di Ryuga durò poco, il suo animo viaggiatore lo riportò a salpare ancora una volta alla ricerca di nuove terre vergini lasciando ad Eldialath il titolo di Conte.

Nel mentre iniziarono le prime scorribande degli Emissari di Tenebra, guidati dal risentito Ulrian Sky’l Ree, che si rivelò essere fratello gemello dello stesso Eldialath, poi corrotto dal Drago, coadiuvato da tre esperti generali: Zayrus, Black Dragon e Nightrider.

I maggiori esponenti di tutte le gilde vennero convocati a Seagard dove nacque ufficialmente il “Consiglio dei Lords”. In quell’occasione valenti cavalieri, spesso affrontatisi sul campo di battaglia, placati gli animi dal carisma dei loro sovrani, pianificarono la resistenza e la ricacciata del nemico nelle viscere della terra.

Il matronato di Wind era ai tempi retto da Alystin Teken’duis, appoggiata dalla presenza di Lascivia, un elfo oscuro la cui fama si era ben consolidata nel tempo. Il regno del sottosuolo da sempre si reggeva su precari equilibri dettati dalla natura caotica dell’unico vero culto di Lloth, la dea ragno, la quale dettava una disciplina ferrea senza sentimento ai propri seguaci, indotti sin dalla nascita al risentimento, all’ambizione ed ad una vita pericolosa e letale. Ciascun elfo oscuro nasceva sapendo che la propria vita non valeva nulla fintanto che le sue gesta non fossero state consacrate all’unica dea. Con questo spirito efferato questo popolo sarebbe poi emerso come una delle armate più letali dei popoli delle terre emerse, sopra e sotto il suolo.

La Ilharess Alystin però non immaginava che il colpo letale e velenoso che avrebbe posto termine alla sua reggenza sarebbe giunto da così vicino e così inaspettatamente. Alla sua morte il ricordo stesso degli intrighi che la coinvolsero furono dimenticati ed iniziò il nuovo glorioso regno di Ailyn Alean’ar, che si tenne ben stretta i maschi più promettenti di quella deviata razza, spingendo i suoi generali ad ambizioni fino a poco tempo prima mai azzardate.
Il cambio di potere si concluse con pochi spargimenti di sangue, ma fece emergere un popolo ancora più assetato, consapevole e fedele. Ogni elfo oscuro era ora dedito alla causa e infinitamente più disciplinato, il voto alla causa era tale da confondersi al cieco fanatismo e di questo la dea Lloth sorrideva appagata, poiché sapeva che da quel momento in poi i tributi ed i sacrifici sarebbero aumentati esponenzialmente.
Vi fu successivamente un tentativo di insurrezione da parte di un casato minore, ma il vano tentativo fu subito cancellato assieme ai nomi dalla predominanza Drow, come da tradizione. Venne però creato un sottocasato di schiavi e lavoratori, gli Ellar, elfi oscuri di infime origine destinati a lavori umili sui quali la grazia della dea Lloth non sarebbe mai stata versata.

Nel frattempo il popolo dei Goblin perdurava nella sua ricerca di libertà ed indipendenza, nonostante gli elfi oscuri volessero ristabilire il loro dominio su di essi, un nuovo Gran Sacerdote di Graak El stava emergendo, ed il maligno seppe ammaliarlo, tanto che parte dei Goblin si schierò assieme agli Emissari di Tenebra, abbagliati dalla folle illusione di riuscire finalmente a riscattarsi, presso le genti mortali e gli dei.

Fu a Minoc, bastione dei Dwarf, passo invalicabile e dolente per Nargareth, che si decise forse il destino del mondo. In una difficile alleanza, i cavalieri di Camelot con gli alleati di Moonglow, i ribelli di Deepwater, le armate degli elfi di Yew, la fratellanza del Silverleaf ed i pochi abili guerrieri tra i cacciatori di Radek, assieme ai profughi di Northgard, bramosi di riscattare la propria terra ed i nani stessi, padroni di quelle terre si schierarono abbagliando con le proprie armi, armature e gli sguardi orgogliosi la vista di chi assistette a tale disposizione.
L’impatto con l’esercito guidato dai generali delle tenebre fu inimmaginabile, e molte furono le perdite su tutti i fronti, ma infine le forze di Nargareth furono respinte e disperse. Solo piccoli contingenti continuarono a fare incursioni e piccole schermaglie, mentre il casato di Wind, risentito verso le false promesse fatte da Ulrian, assorbì i maggiori combattenti Drow tra i sopravvissuti degli Emissari di Tenebra. Lo stesso Ulrian dovette ritirarsi con pochissimi fedeli a Northgard, dove già lo aspettavano i barbari rinvigoriti dalla propria vittoria e che lo costrinsero a strisciare nel proprio rifugio sotterraneo.

Ciò nonostante fu proprio quello uno dei periodi di decadenza maggiore del regno di Minoc. Seppur vincitori nello scontro, alcuni nani decisero di abbandonare Minoc e di abbracciare i forti ideali della vicina Camelot, sposando la causa di Lord Arthur. Ancor oggi quell’evento viene ricordato con rammarico da parte del popolo nanico che in quel periodo dovette sottostare anche alla successione al trono di Kylit Drumhammer, sostituito da Drakan Borr, ottavo Rik Dawi di Minoc.

Ma gli intrighi non erano ancora finiti, ed il drago ancora respirava nel sottosuolo di Northgard. Negli anni successivi venne infine ritrovata l’antica spada di Radek: un manipolo di cacciatori di Radek e i confratelli del Silverleaf si organizzò per un’ultima caccia al drago. Gli eventi dello scontro furono molto confusi e non fu mai stata fatta chiarezza, poiché gli animi furono trascinati da molti lutti e chi sopravvisse preferì tacere onorando la morte dei defunti. Raghnar, ex capitano dei Templari testimoniò l’uccisione ultima del drago, il sacrificio di un barbaro della stirpe sterminata quasi del tutto da Nargareth e la dispersione di una grande energia da parte della spada stessa. Tre cavalieri partirono in quell’occasione da Northgard e solo lui fece davvero ritorno, riportando il testamento di Eldialath di Seagard, che lasciava la Contea in eredità alla figlia adottiva del fratello, Alexstraza, e la testa del Drago nero Nargareth al suo eterno amico Sitock, affinchè venisse custodita a Radek, nella nuova città che stava per essere ricostruita, in memoria dei sacrifici passati e delle grandi amicizie forgiate in quell’Era.

A cavallo tra questi eventi ed altri furono invero indimenticabili le gesta delle fazioni, ai tempi divisi e quasi dispersi, come dissero poi gli esponenti della nobiltà Order, o più preferibilmente liberi, come si autodefinivano gli eserciti Chaos. Molte furono le battaglie delle sempiterna lotta tra le due ideologie politiche quanto religiose e tanti invero furono gli uomini e gli eroi che si distinsero in questa immane lotta senza quartiere, i loro nomi sono di certo custoditi e ricordati presso gli altari delle Virtù stesse, delle rispettive Fazioni, insigniti spesso del privilegio di divenire “Guardiani” di singole Virtù e Custodi del loro messaggio.

In questo conflitto furono gli Order i primi a riconoscere che le incombenze economiche dovute ad una concorrenziale gestione delle cittadine sotto il loro controllo e la compattezza dei ranghi, richiedevano all’unisono un’unificazione dell’intera fazione, in un unico, solido, infrangibile esercito. Dall’unione quindi dei paladini di Freedom, i Cavalieri della Luce, le Forze di Argentorock e i Knights of Hope, nacquero le “Forze Alleate d’Elite”, guidate da Stellos di Argentorock, nobile di Jhelom.
Inizialmente scherniti dai propri avversari per una scelta che sembrava quasi sciocca, essi si rivelarono lungimiranti, poiché un lieve calo demografico ed altri fattori marginali ebbero influenza sulle questioni Sosariane e videro le Forze Alleate d’Elite uscirne solide e temprate, mentre le forze del Chaos ne risentirono maggiormente.
Sotto la benedizione di Zoe fu allora deciso che le fazioni fossero in quegli anni riconosciute in due eserciti maggiori, di cui quello Chaotico sarebbe stato di lì in avanti noto sotto il nome di Kaos, nato dall’unione dei Chaos Guardias, gli Heart of Rebellion, i Blood Master e gli Scorpioni.

L’ira per la definitiva sconfitta delle armate e lo scioglimento degli eserciti da parte di tutti coloro che si opponevano al male frustrò a tal punto Ulrian Sky’l Ree che si lanciò in un atto di folle affermazione del proprio potere: decretando l’uccisione del suo ultimo avversario, ne sfruttò la curiosità e l’ingenuità, pur avendolo più volte pubblicamente decostruito senza successo, ora lo voleva morto. Così il patriarca della Chiesa di Eanna dei Nomi, priore di Empath, Ilven de Rash fu catturato in una buia notte nelle terre di Northgard e tagliato in piccoli pezzi gettati in pasto ai vermi. Il suo corpo non venne mai recuperato e la sua tomba è un vuoto sepolcro in cui riecheggiano le sue molte parole.

Nel frattempo al potere religioso veniva sostituito fortemente da quello politico con l’ascesa dei Lords, venne così forgiata una forte alleanza contro le forze oscure emergenti, come il casato degli elfi oscuri e la congrega di assassini delle Lame Spezzate di Drakon. Questa alleanza fu per lungo tempo una delle maggiori difese eretta tra le città e gli invasori ed usurpatori esterni. A costituire quest’alleanza furono le Forze Alleate d’Elite [Fael], guidati da Stellos of Argentorock, i Cavalieri del Falco di Moonglow [Hawk], guidati da Alioth Fenryll e Lady Rowanne of Isca ed i Cavalieri di Camelot [RdC], guidati dal sempiterno Lord Arthur, in quel periodo consigliato dal figlioccio Nicolas, un nano che sotto il regno di Drakan Borr abbandonò il proprio popolo inseguendo pittosto il sogno di Camelot, trascinando con sé gran parte dei nani. Minoc quindi, rimasta sguarnita, sciolse l’alleanza con Camelot per la quale nacque un mai apertamente dichiarato risentimento.

In tutto questo le varie chiese apparivano comunque sempre più deboli, ed i messaggi si disperdevano in piccole cappelle private, e forse, sempre nel privato, i culti di Zoe e di Aether non furono trascurati come gli altri, almeno presso la Fazione Order, ma l’impressione generale era che gli dei avessero abbandonato i mortali.

I forti disagi si fecero sentire maggiormente a Northgard, ancora segnata dai recenti scontri dai quali non ebbe più modo di riprendersi e compromessa dalle lotte di potere intestine, incentivate forse da cospiratori esterni non certo legati in alcun modo alle fiere tradizioni del popolo. Salirono così di seguito al trono Jorg Holfmand, Kronoss, Shark Musashi e successivamente Lord Blade Runner.
Nonostante i molti anni trascorsi in lontananza, furono regni molto diversi fra loro, che in alcun modo possono essere definiti negativamente nella loro gestione ed amministrazione, nell’ottica barbarica, ma il continuo avvicendarsi di sovrani non permise fino al ritorno del vecchio re una forza sufficiente da comprendere appieno il potenziale dei grandi cambiamenti che segnavano il mondo.

Animose furono le reazioni di alcuni, pacate quelle di altri, non mancarono fraintendimenti, ma infine si giunse ad una decisione, che risultò unanime, che prevedeva la guida del Popolo divisa tra un Re che amministrasse la città ed un Lord dei Barbari che li guidasse come popolo. Venne scelto anche un Generale che addestrasse il Popolo alla guerra, affinchè non si trovasse più impreparato davanti alle minacce esterne. Così la grande Tribù Barbarica riprese in mano gli attrezzi da lavoro, forgiò armi ed arredi, venne creato un nuovo porto fortificato e un nuovo mercato, cosicchè Northgard tornasse a fiorire, pian piano ed il popolo ne andasse fiero.

Ma negli anni successivi la grande Tribù Barbarica perse di potere, fino a sciogliersi definitivamente, il suo nome non risuonava più tra le vie di Northgard.
Per qualche tempo, la città rimase incustodita.

Alcuni vecchi membri della grande Tribù tornarono a Northgard e radunarono il popolo sotto il nome Viking, rinvigorito dal ritorno di personaggi leggendari come Duma in città. Dalle Lost Land però una nuova orda di barbari stava prendendo piede su Sosaria e si avvicinò sempre più alla città di Northgard. Venivano chiamati Seax e le loro intenzioni, inzialmente, erano tollerate dalla grande Tribù Barbarica. Il potere crebbe e lo scontro fu inevitabile.
La guerra tra Viking e Seax imperversò nelle vie cittadine, e si concluse con la vittoria di questi ultimi.

Al trono salì Ramish che governò la città per alcuni anni. La città però cadde in mano ad assassini e tagliagole, i quali si arruolarono in numero sempre crescente tra le fila dei barbari di Ramish. Quest ultimo fu allontanato dalla città e si rifugiò con il suo esercito nelle Lost Lands. Northgard rimase quindi incustodita, senza una guida e abbandonata a sè stessa.

Un’aria diversa si respirava per Sosaria, dalle Lost Lands fino a Britain il vento era cambiato.
Il fronte verso il nemico comune, i Lycan, sembrava recare poco interesse alla gente di Sosaria. Molti pensavano più agli interessi interni che alla guerre che si combattevano contro i Licantropi di Cove. I mercanti più potenti erano interessati alle ricchezze delle città, piuttosto che al bene comune. E’ cosi che molti personaggi di spicco, a partire da quelli di Northgard, Britain e Delucia cercarono di fomentare l’odio e il campanilismo.

Dapprima fu il popolo di Northgard ad essere scosso da questo cambiamento, due etnie diverse iniziarono ad affrontarsi. Tra Seax e Viking la rivalità sfociò in una guerra per la presa di potere della città, guerra vinta dai Seax.
Il Chaos conquistò la città di Thorne con il sangue e con le armi, andando a conquistare territori Order. In un giorno d’estate Sir Libernaxe marciò vincente verso i nuovi territori conquistati.
Tutti questi movimenti non fecero altro che arricchire le poche persone al potere, i vari amministratori delle città. Enormi e ingenti ricchezze si accumularono, e molti popoli furono costretti a migrare in città diverse.
Molti barbari abbandonarono Northgard, altri appartenenti al popolo Order che abitavano nelle terre di confine, migrarono verso Britain.

Sosaria quindi fu per molto tempo al centro di molti cambiamenti e il baricentro delle guerre si spostò gradualmente verso le città, piuttosto che nelle lande desolate, popolate di assassini e tagliagole.
Da Britain e Delucia partirono le prime proteste, le contestazioni verso questo sistema che stava sconvolgendo Sosaria. I regnanti e gli amministratori non gli diedero molto peso, ma le manifestazioni continuarono.
L’avversità per questo sistema di potere cresceva giorno dopo giorno e questo pensiero si estese a quasi tutte le popolazioni. Qualche tempo dopo gli amministratori si riunirono in un concilio, in un luogo segreto, in modo da non destare troppi sospetti. C’erano i rappresentati di Northgard, Britain, Delucia, Radek, Moonglow… Tutti riuniti e uniti per discutere della situazione.

Dopo giorni di estenuanti trattative si giunse ad un accordo: non ci sarebbero state più guerre interne, per far fronte al dilagare di assassini e tagliagole al di fuori delle città. Il raggiungimento di tale accordo non fu facile, poichè le resistenze e le pressioni interne erano molte, ma prevalsero il buonsenso e il bene comune.
Verso Destard furono eretti grandi posti di guardia, per poter sorvegliare il nemico e finalmente i vari eserciti iniziarono nuovamente a collaborare. Il ricordo però non svanì del tutto, nei meandri più nascosti l’odio tra i potenti continuava a persistere, e prima o poi, qualche crepa sarebbe riaffiorata. A partire dai potenti di Britain e Northgard, il fronte comune, dopo qualche tempo iniziò a scricchiolare e il concilio fu convocato nuovamente.
La riunione si presentò ancora più aspra, poichè le posizioni tra i vari partecipanti erano molto lontane. La questione si risolse però con alcuni accordi commerciali, per i quali furono messi sul “piatto” molte monete d’oro.
Northgard, Britain, Delucia e Yew si impegnarono a collaborare ancora di più, per così finanziare l’esercito che combatteva al fronte.
La tregua tra i vari rappresentanti, se pur fragile, si dimostrò discretamente efficace contro gli assassini relegati ai confini di Destard.

In quell’anno della Quinta Era il Priorato di Eanna dei Nomi era guidato da Astro Latnus, uno studente presso le accademie di Empath, considerato da molti un pazzo, la cui follia di risentimento nei suoi sermoni, nella arroganza nel suo verbo e nella pazzia stessa, fu sedata dalle ombre oscure di Drow guidati da Lloth. Gighen, noto assassino di Wind, affondò la propria lama, macchiando l’altare con il sangue e decretando l’inizio della fine del culto di Eanna. Lloth ed Eanna stessa si manifestarono in quell’occasione, già coinvolte in una guerra divina le cui conseguenze presto si sarebbero riversate su Sosaria. Grande fu lo sgomento in cui la gente che vide a Marrehium compiersi tali eventi portò nel cuore negli anni a venire.

Con quella che si ritiene essere stata una guerra iniziata nel mondo divino, gli equilibri terreni furono modificati: per prime le città subirono le conseguenze di questi scontri di forze. Marrehium si inabissò, altre città furono invase da potenti mostri, il controllo dei Lords sui propri possedimenti terreni venne meno, e pian piano il loro potere venne respinto dall’ambizione e l’ingordigia di opulenti personaggi, che per il bisogno di brama non si fermavano davanti a nulla.
Northgard divenne luogo d’interesse con la rivelazione che nel tempio del Grande Padre era conservata un’antica reliquia, poi definita: “la Mano del Grande Padre”. Affidata a Roth al Goth come suo ultimo custode, essa reggeva una clessidra che si rivelò essere una delle reliquie scagliate dagli dei tra i mortali durante il loro conflitto. Queste reliquie, a detta dei vaneggiamenti di un vecchio saggio di nome Emrys, erano l’unico modo per richiamare l’attenzione degli dei e risvegliarne il potere.

Una strega muoveva affinchè venissero trovati gli antichi Sigilli degli dei perduti, a sua detta l’unico altro modo di compiere un rituale per richiamare gli dei ed impedire il collasso di Sosaria, mentre Emrys premeva per il recupero delle reliquie. In tutto questo serviva un mediatore e Nicolas, figlioccio del Re di Camelot, premeva per il compimento di un rituale che risvegliasse Ilven de Rash, suo lontano precettore. Allo stesso modo Lord Sitock di Radek reclamava gli stessi poteri per riportare in vita la propria amata, Ninyel, uccisa da Raghnar il Lupo dopo i tragici eventi che riguardarono il Drago Oscuro. Nessuno di loro fu accontentato, ed ancora, Ulrian, uno dei signori oscuri, tramava per impossessarsi degli artefatti, manovrando lo Sciamano Goblin, Maludak, del quale si era guadagnato fiducia e lealtà nelle guerre passate.
Nel freddo inverno che seguì la Contea di Seagard fu spezzata anch’essa e pochi ne hanno avuto notizia, se non Cavan, l’elfo consigliere della Contessa. In quella notte morirono la stessa Contessa e l’ambizioso signore Ulrian Sky’lRee. La progenie di sangue degli Arenthor si concluse quella notte, lasciando in vita soltanto alcuni anziani, di cui si sarebbe avuto notizia solo molte ere dopo.

Seagard, così spezzata nella sua laica fede verso l’ideale di città fondata sul lavoro, l’arte ed il commercio, collassò su se stessa, senza più nessuno a sostenerla, e fu richiamata nei più profondi oceani, come già era avvenuto per Marrehium.
Ancora i mortali, sempre più pressati da questi eventi, si attivarono per perseguire le “false profezie” delle due personalità rimaste, e quando tutti gli oggetti furono infine riuniti, la terra fu scossa e le macerie rinchiusero nella valle perduta le reliquie stesse, così si sigillarono le ambizioni ed i sogni e fu decretato l’abbandono definitivo degli Dei.

Sosaria fu spezzata da questo conflitto e molte cose non facilmente scrutabili da mente umana avvennero su altri misteriosi piani. Ma il Popolo resse l’impatto e sopravvisse, con piccoli e grandi conflitti, con politiche più o meno vincenti, continuò a muoversi con speranza che un giorno le cose sarebbero tornate al giusto posto.

Con la sparizione degli dei, che fecero la loro manifestazione a Marrehium, il popolo degli elfi oscuri diede spazio alle proprie ambizioni di conquista e di disturbo. Presto divennero temutissimi, ma a ciò era legato un forte pregiudizio. Un elfo oscuro non era, per la gente della superficie, come altre congreghe, un appartenente ad una razza che lottava per degli ideali, per delle motivazioni, ma solo una scellerata creatura violenta.
Nell’ignoranza dei popoli il pregiudizio si fece sempre più forte ed il casato fu quindi costretto, per paura di dimenticare qualcuno, di dichiarare guerra a tutti.

Col tempo l’Ilharess Ailyn, che aveva dato alla luce un’erede, si allontanò dalla vita politica lasciando maggiore autonomia ai generali, guidati prima da Quasimodo e Tyron ed infine soltanto Tyron.
Le ostilità perdurarono negli anni, consolidandosi sempre più in pregiudizi che fecero decadere anche la nobiltà d’animo degli stessi Drow, ormai costretti alla dedizione solo militare. Le menti, un tempo così acute, ora sembravano quelle di sciocchi barbari bramosi solo di guerra efferata. Tyron, ormai vecchio, ma ancora molto abile con le molte armi decise allora di guidarli in un’ultima battaglia contro tutti, e non bastarono il sangue, le grida ed il dolore a fermarli, lottarono sino alla fine, uscendone comunque vittoriosi e poi, si dispersero. Così si conclusero le grandi glorie del sottosuolo ed il casato Alean’ar non fu più.

Sebbene la decadenza degli antichi regni fosse ormai causa di scontento fra la popolazione, alcuni esponenti di nobili famiglie o di nuovi arricchiti, al giungere della metà della nona era, si congiunse, mettendo da parte pregiudizi di razza o di fazione, per celebrare le Sacre Olimpiadi, un tempo legate alla tradizione degli dei. Ora, che gli dei da tempo non davano più responsi o segni di interesse, sembravano essere un’altra tradizione in decadimento. Ma furono l’iniziativa di questi Signori, la partecipazione delle maggiori popolazioni di Sosaria a renderle ancora una volta un grande evento di magnifico successo.

Tante furono le gare disputate e nonostante ogni aspettativa, non furono sguainate le armi, la Pace regnò per quel periodo in tutta Sosaria, dove tutti erano armonicamente legati dal grande evento agonistico.
Wheyn del Vento, signore di Occlo, Asthor Sideblade, signore di Trinsic e Rashid Voarek, signore di Nujel’m, nella benedizione congiunta dei due capifazione di sempre, Lord British e Lord Blackthorne, si fecero finanziatori ed organizzatori dell’evento, e grande fama essi guadagnarono, assistiti da abili arbitri.
Ci furono sì delle dispute, poichè come in ogni situazione competitiva l’ambizione alla vittoria trascina forte gli animi, ma queste non ebbero certo l’impatto di altri turpi eventi che spezzarono la situazione con tanto impegno creata dai Signori di Sosaria ed i vari Capi di Gilde e Razze.

Il giorno delle premiazioni, quando tutti erano in festa e distratti dal giubilo, al culmine delle cerimonie, Asthor Sideblade fu assassinato, trafitto da un sicario, un messaggero che già portava con sè fama di discordia.
Non ci volle molto perchè i sospetti cadessero sulla fazione Chaos. Sospettosi erano gli sguardi dei cavalieri Order durante il funerale di Sideblade, fintanto che un cavaliere fra tanti sguainò la sua spada, ma non una qualsiasi, era la “Tigre di Trinsic”, la spada stessa che Asthor aveva serbato come reliquia a difesa della propria città. Costui iniziò a diffondere quello che tutti i cavalieri Order pensavano nel lutto e nel dolore e gridò la vergogna ai cavalieri della fazione opposta, quali ipocriti li schernì e li sfidò, trafiggendone l’Orgoglio e spezzando ogni vincolo di Tolleranza.
Sir Libernaxe, noto difensore della Virtù della Tolleranza, si parò allora fra i due schieramenti, ma la rabbia e il profondo dolore, almeno così appariva, lo trafissero finchè non cadde morto, ucciso dall’arma di un uomo il cui funerale si stava in quel momento celebrando. Il suo sangue si mischiò alla polvere del Mausoleo Sideblade ed i suoi corsero ai ripari, portando con sè la salma.

Da quel momento la strada per le due fazioni sembrava ancora una volta segnata, ed ancora le armi si unirono in rumoroso fragore, per molte lunghe campali, in cerca di vendetta per i propri morti, ancora affranti ed inconsapevoli del raggiro che li aveva piegati a tali gesta.

Nel mentre sorse una nuova forza per contrastare le sempre crescenti incursioni da parte delle genti allo sbando, guidate come enormi branchi sanguinari dai Barbarici Seax, sotto la pesante arma di Ramish Heresir, ultimo legittimo re dei Barbari.

Era Xaren di Cove, un brigante mercenario, un magicante, a guidare questa nuova entità. Assieme a lui moltissimi altri si schierarono per arginare l’impatto delle lame in quel territorio, sguarnito dalle fazioni impegnati nell’affermare il primato nel credo di Zoe. Si fecero chiamare Nemesis Vacuum.
Il complotto si dipianò su molti altri livelli, coinvolgendo in un conflitto sanguinario Dwarf ed Elves, popoli che dopo lunghe dispute sembravano aver trovato un’affinità attraverso i nuovi sovrani. Ma fu tutto inutile, intrighi e complotti portarono le armi a sostituire ben presto scherzose malelingue, versando ancora una volta grande sangue innocente ed adducendo infiniti lutti alle genti di Sosaria.

E mentre il Rik Obelin, decimo Rik Dawi dei Dwarf, contemplava sorseggiando le ultime birre prodotte in quella stagione dai suoi orgogliosi e barbuti nani, la Reggente di Yew, Thyabel Silversight, si aggirava in lunghi pellegrinaggi ad osservare la distruzione del mondo, alla ricerca anche lei di risposte.
L’intrigo coinvolse anche la loggia dei Ladri, i Rats di Britain, che furono accusati del furto del frutto di un rituale atto a richiamare l’attenzione della dea Elfica Eterea: Sosaria si spezzava in molti frammenti, gli uni slegati dagli altri, uniti da un pugno di livido acciaio che li impugnava forte, costringendoli ad un conflitto totale.

Ma sebbene l’inverno portasse con sè evidenti segni di morte, molto lentamente il gelido silenzio dei ghiacci venne sostituito prima dal candore delle ultime nevi e poi dalle prime gemme della primavera; con esse venne conclusa l’invocazione della Dea Eterea che con enigmatiche parole fece presagire il ritorno di altre divinità, e così parve avvenire: il Dio Terra scosse l’antico vulcano di Minoc, e Xutho, una manifestazione minore, guidò l’ordine Ordo Akritorum Xuthi in quella primavera che preannunciava la Decima Era di Sosaria.

La chiesa di Zoe nel frattempo, sotto la guida di Eris Cadarn, il Magister Fidei, aveva recuperato i reagenti per compiere il rituale che avrebbe risvegliato Sir Libernaxe e probabilmente anche Asthor Sideblade, lo stesso rituale che già un tempo aveva riportato in vita Lord British e Lord Blackthorne. Tutta Sosaria presenziò al successo di questa Celebrazione, attraverso i suoi popoli e le sue forze politiche, che dettero appoggio e forza. Si dice che dopo lo scambio di convenevoli il redinato si sia vestito di tutto punto ed abbia ripreso a guidare contingenti in battaglia, forte dei propri ideali.
Diverso fu il rituale al quale la settimana dopo furono reinvitati tutti, il sigillo sulle pergamene era diverso, strano per certi versi, molti altri indizi diedero da pensare. Quando si raggiunse il centro del mausoleo per compiere il rituale il tradimento fu infine svelato: Loki, il dio dell’inganno, per tutto questo tempo aveva tramato con l’aiuto di un fido araldo, il “Messaggero”, colui che aveva ucciso Asthor Sideblade alle Olimpiadi e che ora si rivelava come il cultista che avrebbe celebrando il rituale sotto l’effigia dell’Order.
In realtà questo nuovo rituale permise a Loki di agire sul piano dei viventi, portando catastrofe e battaglia su Sosaria e su Britain, dove un ultimo manipolo di eroi, uniti dalla Verità ed indistinti per credo, per razza o per fazione lo affrontarono gloriosamente. Ma nulla possono i mortali contro un Dio; messi quindi a dura prova, quando ormai non restava altro che la fermezza nella propria fede e la preghiera, mentre il sangue inabissava i presenti, gli Dei delle genti di Sosaria apparvero, recanti salvezza e perdono. Riaffermarono il proprio posto nella vita degli uomini e bandirono Loki da questo piano esistenziale. Il calderone non sarebbe più servito, dopo molte ere di oscurità gli Dei erano tornati ed il cuore di Sosaria tornava a pulsare, della vita dei mortali e la loro fede, riconfermata dalla reale risposta di quell’aspetto ancora così vasto e complesso che sono gli argomenti divini e le loro strutture ed il rapporto con essi, su cui tanto si è sempre dibattuto, giungendo alle armi spesso, ma sempre crescendo nell’animo stesso, come sarebbe accaduto di nuovo…

Quando giunsero a termine le vicende legate a Loki e Zoe stessa ebbe ristabilito la giusta gerarchia tra dei e mortali, giunse un periodo di quiete, durante il quale il popolo elfico si apprestò a dividersi e sciogliersi, su consiglio della regina. Essi si divisero nelle varie corporazioni, eserciti e città, per trasmettere il messaggio di buon cuore, saggezza e conoscenza che la convivenza come popolo aveva consolidato in loro. L’undicesima era di Sosaria era all’apice del suo trascorso, una nuova epoca dell’oro, ricca di sogni e di speranze.

Dopo che Loki venne esiliato da Sosaria, in tutti i Regni si respirava un’ondata di gioia, tranquillità e fiducia ritrovata.

I popoli potevano muoversi liberamente e ci fu un breve momento di espansione, anche se alcuni cataclismi naturali provocarono l’abbandono di alcune città come Puerto Vejo ed altre città vennero progressivamente abbandonate in favore di quelle più sicure come Vesper, dove si trovava un piccolo gruppo devoto al Deus Ex Machina, ma nel tempo anche loro abbandonarono le loro origini ad eccezione di Devis di Vesper, che cercò di far rifiorire questo culto.

Nel tempo però, la mancanza del male iniziò a farsi sentire, piccoli individui si raccomandavano a Loki o addirittura ad altre Divinità malvagie.

Come fece Tourach, un Necromante da quattro soldi che uccideva, truffava e viveva nella miseria della vita che conduceva, fino a quel giorno. Combattendo contro un temibile basilisco, entrambi si ritrovarono stremati dalla battaglia, ma il basilisco con un ultimo scatto fulmineo riuscì a staccare di netto la mano del Necromante e a far entrare velocemente il veleno mortale in circolo nel suo corpo. Tourach si ritrovò presto immerso nel buio che precede la morte, quando improvvisamente la luce tornò; era incredulo nel vedersi ancora in vita.

Si trovava in una grotta buia, accanto allo strano uomo che lo aveva misteriosamente curato risanandogli la mano amputata dalle fauci della fiera velenosa. Tourach notò che l’arto era del colore dell’ebano.

Quell’uomo gli infuse forza e vigore nel corpo, rigenerò il suo spirito, e facendolo pretese un prezzo.

Affidò a Tourach l’incarico di gettare terrore e disgrazia sui Regni e le genti di Sosaria, conquistare le città ormai abbandonate dai poteri forti, assoggettandone la popolazione per costruire il più grande impero del male che fosse mai stato creato.

Tourach si risvegliò in un oscuro antro, pensando che fosse tutto un brutto sogno. Ma la Mano D’Ebano e l’enorme quantità d’oro di cui era ricoperto erano lì a testimoniare la realtà dei fatti accaduti. Di lì a poco comparve un altro uomo che gli consegnò una pergamena.

Su quella pergamena oscura erano scritte delle istruzioni, ed era firmata da Loki stesso.

Il Necromante comprese che l’essere che lo aveva sottratto alla morte non era un semplice stregone ma era un Dio, lo stesso Dio al quale Tourach si affidava nelle sue malevoli preghiere.

Loki era stato bandito da Sosaria, ed i suoi poteri erano limitati, ma quelli di Tourach no. Perciò la Divinità malvagia lo corruppe e gli diede la forza per formare un esercito e creare un nuovo ordine del male, intercettandolo mentre varcava la soglia dell’aldilà e restituendogli la vita sotto queste condizioni, che l’avido Necromante accettò.

Il Dio dell’oscurità e della corruzione aveva raggiunto lo scopo, posando così la prima pietra per la vendetta contro Zoe da parte di Sua e di suo padre.

Il Necromante si sentiva infuso di una nuova forza, di una nuova vita. Il suo schiavo, il barbaro che gli aveva portato la pergamena, lo accompagnò in un accampamento militare dove Tourach iniziò a reclutare coloro che di lì a poco avrebbero gettato il terrore su Sosaria, quelli dalla Mano D’Ebano. L’esercito più temibile che Sosaria avesse mai conosciuto era nato.

Strani presagi incombevano sulle terre di Sosaria, la popolazione era stata colta di sorpresa dopo i precedenti accadimenti. Tutti gli anziani e i veggenti prevedevano desolazione e morte incombente. Tutti gli uomini di Sosaria si radunavano all’altare della Giustizia per trovare risposte e sostegno, ma inizialmente tutto taceva.

Successivamente però, qualcuno proprio dall’altare sentì una voce, a malapena udibile…

Una voce che sussurrava e metteva in guardia chi la udiva; parlava di un esercito oscuro in cammino nell’ombra, e di un luogo, la città dei Vampiri.

Così i presenti compresero che sarebbe stato necessario recarsi in forze a Skara Brae la vecchia e abbandonata città dove in epoche ormai antiche risiedevano i temibili Vampiri, per epurarla dalle forze nemiche che avrebbero potuto insediarvisi.

Ad un primo giro di ricognizione la città risultò a tutti gli effetti abbandonata, ma alcuni ricognitori tornarono presto con informazioni riguardanti strani rumori uditi nella zona del porto.

L’esercito di Tourach, capeggiato da Gaewalt, servitore del Negromante, era accampato lì.

I combattenti di Sosaria avanzarono verso la zona portuale, armi in pugno e tenacia nel cuore e ingaggiarono una feroce battaglia.

Ma tutta la forza dell’esercito oscuro si fece sentire e in poco tempo riuscirono a contrastare l’attacco, costringendo i Sosariani alla ritirata.

Skara Brae cadde sotto i feroci colpi della Mano d’Ebano, la prima città da essi conquistata.

In tutta Sosaria dopo l’attacco a Skara Brae, la frenesia e lo smarrimento avevano preso il sopravvento; Argo, il Rettore dell’Accademia di Zoe comprese che l’unione e l’intesa tra i vari regni poteva essere utile in una simile occasione e iniziò quindi i preparativi per un’importante riunione nella cattedrale di Zoe, e invitò tutte le delegazioni dei popoli, nessuno escluso, a parteciparvi.

In quella sede, avrebbero potuto parlare e discutere dell’accaduto e studiare nuove strategie per sconfiggere il nuovo potente nemico, era quello che tutti si auguravano.

Era la sera della riunione, la Cattedrale era piena di gente venuta da ogni dove, persino i Seax capeggiati da Ramish, considerati i briganti più sanguinari di Sosaria erano giunti fino a Magincia per offrire il loro contributo e comprendere l’evolversi dei fatti.

Il vociare era opprimente, ma nessuno proponeva soluzioni valide ai tanti dilemmi sollevati durante la serata dai vari Lord. Fin quando si alzò e prese la parola un uomo, Lawrence Pickering, raccontando di aver fatto un sogno, in cui vide un luogo, una penisola di fronte ad un luogo ormai perduto.

Il suo discorso era criptico, tanto che molti tra i presenti risero prendendolo per pazzo o ubriaco, fin quando Argo non vide ai suoi piedi una pergamena del colore della sua Dea, Zoe: vi era scritto di fidarsi del pover’uomo.

Rielaborando le sue parole compresero che il luogo ormai perduto di cui faceva menzione l’uomo nelle sue deliranti parole, era Skara Brae, recentemente caduta in mano al nemico; era quindi lecito pensare che in quelle zone potessero nascondersi gli eserciti di Tourach, o quantomeno indizi che avrebbero portato maggiore comprensione in quella spinosa situazione.

Così le genti libere dal dominio di Tourach iniziarono la ricerca di questo posto, e dopo numerosi giorni passati invano senza trovare il benché minimo appiglio che desse reale tangibilità alle parole di Pickering, addentrandosi nella foresta al limitare delle terre di Radek scoprirono un portale magico.

I maghi cominciarono le loro ricerche per comprenderne i segreti, ma non ci volle molto a scoprire che il nome di Loki permetteva di aprirne la via; guardandoci attraverso videro un enorme accampamento nemico. In fretta si prepararono all’attacco, entrarono tutti e scoppiò così la seconda frenetica battaglia. Sotto i colpi dei popoli di Sosaria, col favore dell’effetto sorpresa e della loro determinazione, caddero gli accampati e con essi perì anche il loro malvagio generale, uno dei galoppini di Tourach.

Nell’accampamento delle Mani D’Ebano, quando i pochi nemici rimasti in vita si ritirarono al finire della battaglia, venne rinvenuta una lettera che impartiva ordini sulla prossima città che l’esercito di Tourach avrebbe attaccato: Radek.

La pergamena venne confiscata da Argo in grande fretta. Tramite quel manoscritto, le genti libere avevano acquistato un notevole vantaggio sul nemico, conoscendo così le prossime mosse dell’esercito oscuro, e si affrettò a comunicare a tutti le future azioni di Tourach e della sua gente.

Dopo questa orgogliosa vittoria però, anche nello schieramento dei vincitori si faceva la conta dei caduti, tra cui Lawrence Pickering, che venne sepolto vicino la cattedrale di Zoe e ricordato da tutti per il suo importante ausilio nella lotta contro l’esercito del male.

Arrivò presto il giorno della grande battaglia per la difesa di Radek, la prossima città minacciata dall’imminente attacco delle forze del Necromante. L’esercito dei popoli liberi si riunì per aiutare i cittadini della città verde.

Alle porte imperversò la feroce battaglia, ma la difesa resse l’ondata dell’assedio, ricacciando indietro gli invasori e la Mano D’Ebano sotto i colpi possenti delle armi dei difensori cadde, decretando così la prima grande vittoria per la protezione di una città da parte del popolo di Sosaria.

Tourach invece di subire il duro contraccolpo della sconfitta alle porte di Radek, non si scoraggiò, anzi sembrò infuso di nuova forza e determinazione ed architettò celermente un piano per cingere d’assedio Trinsic in tutta fretta. La forza del suo esercito si spostò verso il nuovo obiettivo, irretendo ed arruolando nuovi adepti ad ogni lega percorsa.

L’esercito di Sosaria ritrovatosi ancora una volta per contrastare gli assedi sempre più numerosi e ridondanti, rispose bene per tutta la durata della battaglia e uno dopo l’altro respinse gli attacchi, fino a quando lo stesso Tourach scese in campo.

In quel momento fu la rovina delle genti libere poiché non potevano niente contro di lui ed il suo malvagio potere; la sua potenza e foga in battaglia erano inarrestabili e in poco tempo i difensori dovettero abbandonare le speranze di poter proteggere anche Trinsic, che finì così in mano al nemico.

Il Necromante con sbeffeggio, mentre l’esercito perdente batteva in ritirata, mise al corrente tutti che anche Vesper era stata contemporaneamente cinta d’assedio e caduta per mano di Gaewalt.

Altre due città furono così annesse al dominio di Tourach e dell’oscura mano ingannatrice del Dio Loki.

Il popolo di Sosaria era allo sbando, amareggiato per le troppe perdite e per le tre città conquistate da quello strano essere, talmente spavaldo e pieno di sè da farsi beffa di tutti ed annunciare al mondo i suoi attacchi.

Dopo questo periodo di subbuglio e patimenti, iniziò un periodo di tranquillità apparente, nel quale i Regni provvedevano alla costruzione di nuovi armamenti e i cittadini rinfrancavano corpo e spirito e rendevano onore ai caduti in battaglia, piangendoli; non ci furono attacchi consistenti nè assedi a grandi città.

Si assistette esclusivamente ad alcune incursioni da parte di scout della Mano D’Ebano che riuscirono spesso a gettare scompiglio laddove attaccavano.

Fin quando un giorno a Delucia non apparve un annuncio, accompagnato dal cadavere martoriato di una giovane guardia del Chaos, e tra le sue parole si leggeva il pressante avvertimento che la città di Lord Blackthorne sarebbe stata molto presto prossima a cadere.

Iniziarono così i frementi preparativi per la difesa della capitale Chaotica, lo stesso Lord prese parte alla fortificazione della città, dove vennero innalzate barricate e raddoppiati i turni di guardia.

Arrivò il giorno dell’attacco e le genti di Sosaria erano pronte ad affrontarlo; in molti accorsero da tutti i Regni fino a Delucia per difenderla, e vennero impartiti ordini per monitorare e proteggere le varie entrate cittadine.

L’attacco iniziò a sera, e vide la discesa in battaglia dello stesso Gaewalt, quel tanto odiato servitore di Tourach, che fu bandito molto tempo prima da Northgard per aver commesso atti illegali che lo portarono ad essere ora il braccio destro del Signore del Male.

Le forze del bene riuscirono ad accerchiarlo durante il conflitto, tenendolo isolato dal resto dei cavalieri dalle mani d’ebano che perivano uno ad uno, del tutto sopraffatti dai soldati di Sosaria.

Si battè con la ferocia ed il vigore che un nemico temibile incarna, ma stremato dai troppi attacchi non riuscì più a difendersi e perì, decretando la vittoria delle genti di Sosaria e la liberazione di Delucia.

Tourach sentì che il suo fedele servitore Gaewalt cessò di vivere, percepiva la sua esistenza e gli occhi del Signore Oscuro viaggiavano a dismisura. Acquisiva sempre più potere, era deciso a vendicarsi della morte di quel servo, quel barbaro che gli fu dato in dono da Loki, lo stesso Dio disse che di Gaewalt poteva fidarsi ciecamente. Così il Negromante impartì ordini e partì.

Nel frattempo il Rettore dell’Accademia di Zoe era in compagnia di sua figlia, stavano ammirando i nuovi mobili nella dimora di quest’ultima fino a quando non apparve uno spirito che disse ad Argo di guidare la popolazione allo sbando presso le rovine della vecchia Puerto Vejo, era certamente un messaggio di Zoe e subito lui capì. Così iniziò a radunare tutte le genti libere presso Magincia, dove di nuovo lo spirito apparì e disse loro delle strane parole.

Una volta giunti a Puerto Vejo iniziarono a cercare un’entrata, qualcosa che potesse essere un covo dell’esercito oscuro di Lord Tourach. Infine la trovarono e passarono con quelle parole che lo Spirito disse loro. Si ritrovarono in un posto diverso, probabilmente in un’altra dimensione del creato.

Nel loro percorso gli esseri trovarono vari indizi che li riuscirono a condurre avanti, anche se vari demoni, mai visti prima, si scagliarono contro di loro, alcuni più temibili degli altri. Fin quando arrivarono in un grande spazio aperto, camminavano sulle stelle. Un posto dimenticato che però qualcuno sembrava ricordare, un luogo per certi aspetti sacro. Si credeva che quel posto fosse stato distrutto nel tempo, invece era lì intatto e quel posto custodiva delle minacciose creature.

Così apparì loro il Signore Oscuro Tourach, li minacciò e anche se stava parlando, in realtà stava solo proseguendo quel rituale che aveva iniziato in loro assenza, per evocare le tre creature più potenti che Sosaria ebbe mai conosciuto, nel tempo erano stati confinati in quello strano luogo e nessuno più ebbe modo di vederli, ma il Negromante era pronto a risvegliarli per vendicarsi della morte di Gaewalt. Così finì il suo rituale, si sentirono delle catene spezzare e dalle fiamme, dall’oscurità e dalla terra, spuntarono le tre creature leggendarie. Erano la Great Wyrm, il Golden Dragon e il temibile Balron, con l’aiuto di Loki e Nekros era riuscito a liberarle dalla loro prigionia, e le scagliò contro le genti libere.

Iniziò una furiosa battaglia con quelle creature ormai dimenticate dal popolo di Sosaria, prima la Great Wyrm, signora indiscussa della terra e del veleno, con queste armi mieteva le sue vittime con quelle sembianze da rettile, le sue squame sembravano attaccare al posto suo i malcapitati, ma ad un certo punto scomparve ed apparì la Golden Dragon, la dragonessa, madre suprema di tutti i draghi, dalle sue fauci uscì una fiamma devastante e con la sua coda sembrava spezzasse il suolo ma anche lei si dissolse. Comparve l’ultima delle tre leggendarie creature, il Balron, comandante indiscusso di tutti i demoni di Sosaria, un pentacolo si disegnò a terra, fiamme, fulmini, fuoco, era terrificante, un essere assai lento nei movimenti ma con micidiale forza. Ma anche lui sparì dalla circolazione.

Il popolo di Sosaria non sapeva se esultare o no, ma iniziò a pensare di aver battuto quelle temibili creature. Abbandonarono quello strano luogo, nessuno ci voleva rimettere piede soprattutto perché si pensa che sia andato distrutto dopo la battaglia. Nel tempo si scoprì che quelle tre creature rievocate da Tourach andarono a insediarsi in dei luoghi sperduti. Non erano state battute e nessuno sembrò sconfiggere queste creature per molto tempo, soprattutto perché pareva che una volta morte venivano sostituite o chi lo sa cosa diavolo accada in quei posti fuori da ogni conoscenza. Fatto sta che la vendetta del Signore Oscuro si realizzò.

Successivamente Sosaria cadde in una calma surreale, nel tempo Tourach si era fermato e si limitava a possedere i suoi territori e a qualche scorribanda. Subito dopo questo periodo di tregua si succedettero varie battaglie, tra cui quelle simultanee di Camelot e Occlo, che videro di nuovo la scesa in campo del Signore Oscuro però la città un tempo governata da Lord Athur Pendragon si salvò, era sotto la giurisdizione del Chaos, ma l’isola di Occlo cadde inesorabilmente e con essa Lord Tourach poteva rifocillare il suo esercito, viste le grandi quantità di campi coltivabili. Il tempo di Camelot però di lì a poco tempo sarebbe terminato e anch’essa sarebbe caduta sotto i duri colpi dell’esercito della Mano D’Ebano.

Nel frattempo in Sosaria e in special modo a Nujel’m ci furono delle carestie che portarono a malcontento e a fuga di notizie ma anche di preziose vesti dell’Ordine di Xutho, che portarono inesorabilmente a scorribande ed avvisaglie di un attacco più grosso che però non si verificò nell’isola dalla grande scacchiera ma si svolse a Moonglow la città del Mercato, qui la battaglia fu durissima e nuove macchine da guerra venivano messe in scena da Lord Tourach, comparvero per la prima volta le Catapulte. Ma nonostante ciò le Genti Libere riuscirono a scacciare la minaccia anche se nello stesso momento Yew cadeva, dopo l’ennesimo duplice attacco del Signore Oscuro. Nella stessa città elfica organizzò una trappola che però gli costò la perdita della città e iniziò a capire di come il Popolo di Sosaria unito potesse nuocere.

Dopo la riconquista di Yew da parte delle Genti Libere si verificò un altro avvenimento degno di nota, Lord Tourach conquistò l’avamposto dell’Ordine alle porte di Delucia e nei giorni a seguire iniziò un duro attacco alla città capitale del Chaos, ma Lord Blackthorne riuscì tramite un suo messaggero ad avvisare del pericolo gli altri schieramenti, con l’unione venne sconfitto per l’ennesima volta l’esercito del male, anche se a duro prezzo, il messaggero, scortato da Sir Tutan Camon venne attaccato e il Paladino incaricato della sua difesa si sacrificò per difenderlo. Da quel momento si persero le tracce dell’eroico uomo che tramutò una sconfitta certa in una vittoria.

In quella sera stessa Lord Blackthorne riunì tutti quanti nel Teatro di Delucia, cacciò i Seax perché reputati da lui dei briganti e opportunisti tagliagole. E iniziò a parlare a tutti, iniziò a dire per la prima volta che cercava una riappacificazione con Lord British, e quindi iniziarono i contatti con quest’ultimo. Poco tempo più tardi arrivò loro in sogno la stessa Zoe, un sogno surreale nel quale apparve una giovane donna di bellissimo aspetto che portò i due a capire che l’unica via utile per la vittoria contro il male sarebbe stata l’unione. Perciò i due Lord insieme a tutti gli abitanti di Sosaria si riunirono al castello di Britain e lì si concluse la riappacificazione, Chaos e Ordine non esistevano più, le divergenze erano state messe da parte dai due Lord per un bene superiore di tutta la popolazione. Diedero ordine di cercare Sir Tutan Camon, mentre loro due si sarebbero ritirati per discutere sulle opere di ristrutturazione di Britain e Delucia ma anche per appianare alcune divergenze storiche.

Così gli ex cavalieri del Chaos e dell’Ordine insieme iniziarono a cercare il Paladino scomparso, lo trovarono vicino Camelot, purtroppo senza vita. Decisero di riportarlo a Delucia lo adagiarono in un feretro e lo portarono al teatro della capitale di Lord Blackthorne, lo stesso posto dove iniziò ufficialmente la riappacificazione, infatti nel tempo quell’eroe divenne un simbolo. Non venne subito seppellito ma lasciato al Teatro come in una camera ardente perché l’Orda dei Seax indispettita dai due Lord per non aver ricevuto alcun invito alle importanti riunioni decisero di attaccare Delucia e di cingerla sotto assedio, così successe. Delucia per giorni è stata sotto il dominio di quell’orda fin quando anche loro stufi di essere lontani da casa fecero rientro a Cove per poi vedersi assottigliare sempre di più fino a scomparire e così si concludeva anche la loro storia e quella di Ramish, il loro più grande condottiero.

Così Ordine e Chaos si riunificarono e per Lord Tourach incombeva una nuova minaccia, Zoe aveva benedetto l’unione, un’aggregazione così potente di persone poteva solo ostacolare i suoi piani, anche se ora che i Seax si erano sgretolati lui poteva pensare di allargare il suo dominio a Buccaneer’s Den la famosa città dei pirati e così fece.