NomeRevenants
TagReV
AllineamentoEvil – Razziale Drow
TipologiaMilitare
Forum 

 

Il fragore della battaglia continuava a riecheggiare nella mia testa, gli scudi infranti, le spade spezzate, gli elmi distrutti…
Le urla dei miei compagni tra le fiamme non lasceranno più la mia mente, il ricordo è ancora così vivido e spaventoso che per quanto siano passati parecchi anni da quella notte infame, non lo posso cancellare.

Eravamo intenti ad inseguire un gruppo di banditi appartenenti all’ esercito della mano d’ebano a nord est di Skara Brae sulla terraferma, le orme dei loro cavalli segnavano la palude e conducevano verso il regno di Radek.
Dovevamo procedere con estrema prudenza, non dovevamo assolutamente rischiare di render nota la nostra presenza ai micidiali cacciatori di Radek, custodi da secoli della magnifica capitale che nemmeno lo spietato necromante Tourach ed il suo esercito furono in grado di violare.

Molte lune erano passate dal giorno della grande battaglia per liberare Sosaria dall’ombra del necromante, e nonostante l’apparente sconfitta delle sue forze, le città cadute sotto i colpi spietati dell’esercito d’ebano, tutt’oggi rimanevano in loro possesso.
Per me personalmente fu un brutto colpo, siccome impegnato nelle varie campagne belliche ero stato per anni lontano dalla mia casa di Skara Brae, e al mio ritorno trovarla nelle mani di quell’infame di Tourach mi fece ribollire il sangue nelle vene…Non bastava aver rilasciato i tre mostri leggendari che non oso nemmeno nominare.. ma ci aveva privato delle nostre case.. patrie che mai più avremmo potuto rivedere da persone libere, sedi ora di tormenti e paure.

Fortunatamente per noi i banditi parvero avere lo stesso timore di esser visti dalle sentinelle di Radek. Così, una volta superato il crocevia, bruscamente abbandonavano la strada maestra per disperdere le loro tracce nella limitrofa foresta, tra le montagne sede della malfamata cittadina sotterranea di fear keep.
Era una passaggio cinto dalle montagne, una vallata oscura dove risiedevano nell’ombra micidiali predoni goblin, dove vi era un campo fetido di creature bipedi simili a rettili e non molto lontano da esso una piccola roccaforte abbandonata che fungeva da rifugio per gli spietati orchi.
Sicuramente non il miglior luogo dove continuare un inseguimento, tra le mille impronte di creature inferiori e il pericolo di essere scorti da esse. Non mi piaceva per niente quella situazione.. ma non c’era altra via..dovevamo ad ogni costo proseguire nella nostra missione.
la destinazione dei banditi ci era ormai evidente; cercavano di raggiungere la catena montuosa di Shame, passando per il tratto montano sopra fear keep, là dove risiede imponente e spietato l’omonimo monte, culla di indicibili orrori.

Avremmo dovuto proseguire a piedi per il valico a nord della montagna, una lunga marcia che segue il profilo delle rocce per poi ridiscendere ed infine arrivare dinanzi all’ingresso delle sue oscure fauci. Vi ero già stato una volta in passato, costretto dal gelo dell’inverno a trovar riparo nelle sue profonde caverne.
Per quel giorno avevamo fatto abbastanza, così diedi l’ordine di fermaci e di allestire un campo per la notte. Mi sbrigai ad accendere un fuoco, altri due dei nostri nel frattempo andarono alla ricerca di qualche animale da poter arrostire e nel giro di poco il campo fu allestito in una piccola valle, protetti da eventuali occhi indiscreti dagli imponenti alberi di quercia. Il vento che soffiava grandioso in precedenza da qualche ora aveva lasciato spazio al silenzio e la monotonia.
Qualcosa mi dava da pensare, era stato anche fin troppo semplice scoprire quelle tracce; Come fossero state lasciate di proposito!
“Finisci di pensare a quello che ci attende e cerca di rilassarti!” Mi disse sogghignando Darken, e dandomi un colpo sul braccio mi porse un boccale di birra scura.
Finito di rifocillarsi i miei compagni si coricarono, ma io ero troppo irrequieto per poter riposar,così decisi di rimanere la notte sveglio di guardia.
Mancavano poche ore al sorgere del sole, il momento in cui la notte divora ogni cosa e le tenebre si fanno più fitte che mai. Ad un tratto un fruscio tra gli alberi destò la mia attenzione. Presi un ramo incandescente dal fuoco e sguainai la mia spada accingendomi con cautela al punto in cui avevo sentito il muoversi delle fronde.
Ero nel fitto della boscaglia ma nonostante la torcia non riuscivo a vedere a più di un palmo dal mio naso. Dopo qualche minuto di perlustrazione, mi convinsi che forse si era trattato solamente di un animale selvatico, così ridiressi i miei passi verso il campo.
Ero quasi arrivato al campo,quando all’improvviso fui colto da un torpore fulmineo. Non riuscivo più a muovere un solo muscolo del mio corpo e la mia voce nonostante gli sforzi, usciva non più acuta di un soffocato lamento.

Accadde tutto in un attimo, vidi uscire furtivi da dietro gli alberi un manipolo di goblin seguiti da gli stessi soldati dell’esercito d’ebano che stavamo inseguendo. Dovevano averli informati del nostro passaggio e aver stretto una momentanea alleanza per poterci catturare. D’altra parte tutte le creature malvagie provavano grande paura al sol pensiero di attirare su di loro la possibile vendetta di Tourach, quindi erano rimasti il più accondiscendenti possibile alle richieste dei soldati della mano d’ebano.

Uno ad uno vidi i miei compagni morire, nonostante alcuni di noi riuscirono a svegliarsi ed impugnare le armi. Ma la superiorità del nemico era schiacciante ed ogni sforzo fu vano.
Chi ancora non era perito fu cosparso di pece e dato alle fiamme. Nessuno si salvò.
Sentii una risata stridula seguita da un nauseante fetore procedere verso di me, era il loro sciamano che mi aveva ridotto alla paralisi più completa, con un gesto rapido si scagliò su di me, sollevò una lama di colore nero e mi tagliò la gola… negli ultimi attimi di vita con gli occhi in lacrime e brucianti di rabbia maledissi il nome di Tourach e del suo infame esercito ceruleo.

Oramai sono passati diversi decenni da quella notte, io mi ritrovo qui nell’oltretomba a vagare senza onore in terre oscure dove i lamenti fanno da padroni e le esalazioni velenose colorano il paesaggio di un viola nauseabondo…
In questa triste storia almeno io e miei compagni ancora siamo insieme, tutti tranne Xaren, il necromante… Lui si trova in terre che a noi non è consentito vedere.
Nei suoi lunghi anni di studi occulti sapevo avesse trovato un modo per eludere la morte, non sconfiggerla totalmente, ma qualcosa che gli permettesse di calcare ancora il mondo dei vivi sotto forma di qualcos’altro.
Avevamo quasi perso ogni speranza di rivederlo, quando ad un tratto la realtà attorno a noi comincio a tremare. Fummo avvolti come da un velo fatto di nebbia nera, ritrovandoci sospesi in un mondo etereo dove i confini tra i regni si assottigliano.
“ Non temete amici miei, non vi ho dimenticato, sono passati lunghi e penosi anni da quando ci siamo separati, ma finalmente posso far ritorno da voi con parole di speranza “.
Disse una voce che parve quella del necromante.

“Xaren, sei tu?” Vociò Darken.

“Sono proprio io, finalmente dopo un estenuante ricerca sono riuscito ad entrare in possesso di un antico e obliato rituale che sarà in grado di riportarci nel mondo terreno, non starò qui a dirvi cosa ho dovuto patire per riuscire ad averlo… Soprattutto con questa forma incorporea che affligge anche me…”
“Non solo sono contento di riudire la tua voce, mio carissimo amico, ma giungi da noi con notizie ancor più liete!” Dissi a Xaren.

“Mi piacerebbe che fossero solo buone notizie quelle che porto compagni miei, ma aimè questo rituale non potrà renderci la vita nel modo in cui noi la ricordiamo, comporta un sacrificio immenso da compiere e non so se siete favorevoli ad andare fino in fondo.”

“Di cosa si tratta quindi?”

Dopo un attimo di silenzio Xaren proseguì.
“Per poter completare il rituale, si deve spontaneamente rinunciare al proprio cuore, alla propria umanità quindi! Ritornando in vita, non sarete più in grado di provare alcuna emozione compassionevole, nessun sentimento di gioia, ma trovereste appagamento solo nella vendetta, nella distruzione e nell’esaltazione della morte.”
Le sue parole risuonarono come una condanna e il silenzio calò su di noi…

Poco dopo ripresi a parlare:
“Vedi Xaren, dopo tutto questo tempo l’unico motivo per la quale non ci siamo lasciati andare al tormento e alla disperazione è stato grazie all’odio che dimora nei nostri animi, il nostro cuore è mutato da tempo ed è già nero come queste tenebre che ci circondano, ed io personalmente, ne faccio volentieri a meno!..
… Inganno, Cupidigia e Menzogne! Questo è tutto ciò che abbiamo ricevuto dopo una vita passata a lottare contro il male..
.. ci sono poteri che il mondo ha dimenticato o ignora volutamente.. Forze che sempre i nostri cuori hanno segretamente anelato ma tenute a debita distanza ..
..ma adesso… adesso nulla conta più! Se perdere la nostra umanità significa votarci alle tenebre per l’eternità.. sarò io il primo a compiere il sacrificio che tu chiedi!

Darken si fece avanti, mi poso una mano sulla spalla e disse:
“Per anni ho aspettato il momento di potermi riarmare, a lungo ho meditato su quello che ci accadde, l’infamia con la quale fummo cacciati da questo mondo senza la possibilità di poter morire con onore sul campo di battaglia.. Non ho visto in questi molti anni alcun dio misericordioso..nessun tentativo di donarci la pace.. ma come premio delle nostre azioni il tormento in questa landa desolata..
..un cuore mi chiedi? Sette ne avrai! I nostri! E il mondo non avrà mai abbastanza lacrime da versare per ciò che da qui rinascerà!”

Tutti i nostri compagni alle sue parole levarono un grido di approvazione, la decisione ormai era presa.
“ Bene, che abbia quindi inizio una nuova ed ultima avventura, un ultima fiamma prima dell’inperitura oscurità! ”.

Atziluth

 

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AllineamentoEvil – Razziale Drow
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Il fragore della battaglia continuava a riecheggiare nella mia testa, gli scudi infranti, le spade spezzate, gli elmi distrutti…
Le urla dei miei compagni tra le fiamme non lasceranno più la mia mente, il ricordo è ancora così vivido e spaventoso che per quanto siano passati parecchi anni da quella notte infame, non lo posso cancellare.

Eravamo intenti ad inseguire un gruppo di banditi appartenenti all’ esercito della mano d’ebano a nord est di Skara Brae sulla terraferma, le orme dei loro cavalli segnavano la palude e conducevano verso il regno di Radek.
Dovevamo procedere con estrema prudenza, non dovevamo assolutamente rischiare di render nota la nostra presenza ai micidiali cacciatori di Radek, custodi da secoli della magnifica capitale che nemmeno lo spietato necromante Tourach ed il suo esercito furono in grado di violare.

Molte lune erano passate dal giorno della grande battaglia per liberare Sosaria dall’ombra del necromante, e nonostante l’apparente sconfitta delle sue forze, le città cadute sotto i colpi spietati dell’esercito d’ebano, tutt’oggi rimanevano in loro possesso.
Per me personalmente fu un brutto colpo, siccome impegnato nelle varie campagne belliche ero stato per anni lontano dalla mia casa di Skara Brae, e al mio ritorno trovarla nelle mani di quell’infame di Tourach mi fece ribollire il sangue nelle vene…Non bastava aver rilasciato i tre mostri leggendari che non oso nemmeno nominare.. ma ci aveva privato delle nostre case.. patrie che mai più avremmo potuto rivedere da persone libere, sedi ora di tormenti e paure.

Fortunatamente per noi i banditi parvero avere lo stesso timore di esser visti dalle sentinelle di Radek. Così, una volta superato il crocevia, bruscamente abbandonavano la strada maestra per disperdere le loro tracce nella limitrofa foresta, tra le montagne sede della malfamata cittadina sotterranea di fear keep.
Era una passaggio cinto dalle montagne, una vallata oscura dove risiedevano nell’ombra micidiali predoni goblin, dove vi era un campo fetido di creature bipedi simili a rettili e non molto lontano da esso una piccola roccaforte abbandonata che fungeva da rifugio per gli spietati orchi.
Sicuramente non il miglior luogo dove continuare un inseguimento, tra le mille impronte di creature inferiori e il pericolo di essere scorti da esse. Non mi piaceva per niente quella situazione.. ma non c’era altra via..dovevamo ad ogni costo proseguire nella nostra missione.
la destinazione dei banditi ci era ormai evidente; cercavano di raggiungere la catena montuosa di Shame, passando per il tratto montano sopra fear keep, là dove risiede imponente e spietato l’omonimo monte, culla di indicibili orrori.

Avremmo dovuto proseguire a piedi per il valico a nord della montagna, una lunga marcia che segue il profilo delle rocce per poi ridiscendere ed infine arrivare dinanzi all’ingresso delle sue oscure fauci. Vi ero già stato una volta in passato, costretto dal gelo dell’inverno a trovar riparo nelle sue profonde caverne.
Per quel giorno avevamo fatto abbastanza, così diedi l’ordine di fermaci e di allestire un campo per la notte. Mi sbrigai ad accendere un fuoco, altri due dei nostri nel frattempo andarono alla ricerca di qualche animale da poter arrostire e nel giro di poco il campo fu allestito in una piccola valle, protetti da eventuali occhi indiscreti dagli imponenti alberi di quercia. Il vento che soffiava grandioso in precedenza da qualche ora aveva lasciato spazio al silenzio e la monotonia.
Qualcosa mi dava da pensare, era stato anche fin troppo semplice scoprire quelle tracce; Come fossero state lasciate di proposito!
“Finisci di pensare a quello che ci attende e cerca di rilassarti!” Mi disse sogghignando Darken, e dandomi un colpo sul braccio mi porse un boccale di birra scura.
Finito di rifocillarsi i miei compagni si coricarono, ma io ero troppo irrequieto per poter riposar,così decisi di rimanere la notte sveglio di guardia.
Mancavano poche ore al sorgere del sole, il momento in cui la notte divora ogni cosa e le tenebre si fanno più fitte che mai. Ad un tratto un fruscio tra gli alberi destò la mia attenzione. Presi un ramo incandescente dal fuoco e sguainai la mia spada accingendomi con cautela al punto in cui avevo sentito il muoversi delle fronde.
Ero nel fitto della boscaglia ma nonostante la torcia non riuscivo a vedere a più di un palmo dal mio naso. Dopo qualche minuto di perlustrazione, mi convinsi che forse si era trattato solamente di un animale selvatico, così ridiressi i miei passi verso il campo.
Ero quasi arrivato al campo,quando all’improvviso fui colto da un torpore fulmineo. Non riuscivo più a muovere un solo muscolo del mio corpo e la mia voce nonostante gli sforzi, usciva non più acuta di un soffocato lamento.

Accadde tutto in un attimo, vidi uscire furtivi da dietro gli alberi un manipolo di goblin seguiti da gli stessi soldati dell’esercito d’ebano che stavamo inseguendo. Dovevano averli informati del nostro passaggio e aver stretto una momentanea alleanza per poterci catturare. D’altra parte tutte le creature malvagie provavano grande paura al sol pensiero di attirare su di loro la possibile vendetta di Tourach, quindi erano rimasti il più accondiscendenti possibile alle richieste dei soldati della mano d’ebano.

Uno ad uno vidi i miei compagni morire, nonostante alcuni di noi riuscirono a svegliarsi ed impugnare le armi. Ma la superiorità del nemico era schiacciante ed ogni sforzo fu vano.
Chi ancora non era perito fu cosparso di pece e dato alle fiamme. Nessuno si salvò.
Sentii una risata stridula seguita da un nauseante fetore procedere verso di me, era il loro sciamano che mi aveva ridotto alla paralisi più completa, con un gesto rapido si scagliò su di me, sollevò una lama di colore nero e mi tagliò la gola… negli ultimi attimi di vita con gli occhi in lacrime e brucianti di rabbia maledissi il nome di Tourach e del suo infame esercito ceruleo.

Oramai sono passati diversi decenni da quella notte, io mi ritrovo qui nell’oltretomba a vagare senza onore in terre oscure dove i lamenti fanno da padroni e le esalazioni velenose colorano il paesaggio di un viola nauseabondo…
In questa triste storia almeno io e miei compagni ancora siamo insieme, tutti tranne Xaren, il necromante… Lui si trova in terre che a noi non è consentito vedere.
Nei suoi lunghi anni di studi occulti sapevo avesse trovato un modo per eludere la morte, non sconfiggerla totalmente, ma qualcosa che gli permettesse di calcare ancora il mondo dei vivi sotto forma di qualcos’altro.
Avevamo quasi perso ogni speranza di rivederlo, quando ad un tratto la realtà attorno a noi comincio a tremare. Fummo avvolti come da un velo fatto di nebbia nera, ritrovandoci sospesi in un mondo etereo dove i confini tra i regni si assottigliano.
“ Non temete amici miei, non vi ho dimenticato, sono passati lunghi e penosi anni da quando ci siamo separati, ma finalmente posso far ritorno da voi con parole di speranza “.
Disse una voce che parve quella del necromante.

“Xaren, sei tu?” Vociò Darken.

“Sono proprio io, finalmente dopo un estenuante ricerca sono riuscito ad entrare in possesso di un antico e obliato rituale che sarà in grado di riportarci nel mondo terreno, non starò qui a dirvi cosa ho dovuto patire per riuscire ad averlo… Soprattutto con questa forma incorporea che affligge anche me…”
“Non solo sono contento di riudire la tua voce, mio carissimo amico, ma giungi da noi con notizie ancor più liete!” Dissi a Xaren.

“Mi piacerebbe che fossero solo buone notizie quelle che porto compagni miei, ma aimè questo rituale non potrà renderci la vita nel modo in cui noi la ricordiamo, comporta un sacrificio immenso da compiere e non so se siete favorevoli ad andare fino in fondo.”

“Di cosa si tratta quindi?”

Dopo un attimo di silenzio Xaren proseguì.
“Per poter completare il rituale, si deve spontaneamente rinunciare al proprio cuore, alla propria umanità quindi! Ritornando in vita, non sarete più in grado di provare alcuna emozione compassionevole, nessun sentimento di gioia, ma trovereste appagamento solo nella vendetta, nella distruzione e nell’esaltazione della morte.”
Le sue parole risuonarono come una condanna e il silenzio calò su di noi…

Poco dopo ripresi a parlare:
“Vedi Xaren, dopo tutto questo tempo l’unico motivo per la quale non ci siamo lasciati andare al tormento e alla disperazione è stato grazie all’odio che dimora nei nostri animi, il nostro cuore è mutato da tempo ed è già nero come queste tenebre che ci circondano, ed io personalmente, ne faccio volentieri a meno!..
… Inganno, Cupidigia e Menzogne! Questo è tutto ciò che abbiamo ricevuto dopo una vita passata a lottare contro il male..
.. ci sono poteri che il mondo ha dimenticato o ignora volutamente.. Forze che sempre i nostri cuori hanno segretamente anelato ma tenute a debita distanza ..
..ma adesso… adesso nulla conta più! Se perdere la nostra umanità significa votarci alle tenebre per l’eternità.. sarò io il primo a compiere il sacrificio che tu chiedi!

Darken si fece avanti, mi poso una mano sulla spalla e disse:
“Per anni ho aspettato il momento di potermi riarmare, a lungo ho meditato su quello che ci accadde, l’infamia con la quale fummo cacciati da questo mondo senza la possibilità di poter morire con onore sul campo di battaglia.. Non ho visto in questi molti anni alcun dio misericordioso..nessun tentativo di donarci la pace.. ma come premio delle nostre azioni il tormento in questa landa desolata..
..un cuore mi chiedi? Sette ne avrai! I nostri! E il mondo non avrà mai abbastanza lacrime da versare per ciò che da qui rinascerà!”

Tutti i nostri compagni alle sue parole levarono un grido di approvazione, la decisione ormai era presa.
“ Bene, che abbia quindi inizio una nuova ed ultima avventura, un ultima fiamma prima dell’inperitura oscurità! ”.

Atziluth